CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 22/11/2010 Lettura: ~3 min

Un nuovo trattamento per l’ipertensione resistente ai farmaci

Fonte
Rosa Maria Bruno, Lorenzo Ghiadoni, Agostino Virdis - Dipartimento di Medicina Interna, Università di Pisa

Aggiornato il 08/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1008 Sezione: 5

Introduzione

L’ipertensione arteriosa è una condizione comune che può aumentare il rischio di problemi al cuore e ai vasi sanguigni. Esistono molti farmaci efficaci per abbassare la pressione, ma in alcuni casi la pressione rimane alta nonostante le cure. Recentemente è stato presentato un nuovo dispositivo medico che può aiutare chi ha un’ipertensione difficile da controllare con i farmaci tradizionali.

Che cos’è l’ipertensione arteriosa resistente?

L’ipertensione arteriosa resistente si verifica quando la pressione del sangue rimane alta nonostante l’uso corretto di almeno tre farmaci diversi, incluso un diuretico, assunti alle dosi giuste. Questo problema riguarda circa il 10-15% delle persone con ipertensione.

Chi ha questa forma di ipertensione è spesso anziano e può avere altre condizioni come insufficienza renale, obesità o danni agli organi causati dalla pressione alta. In questi casi, è importante un controllo medico attento e approfondito.

Come funziona il nuovo trattamento: la stimolazione barocettoriale carotidea (BAT)

Il corpo regola la pressione del sangue anche grazie a un sistema chiamato baroriflesso. Questo sistema utilizza dei sensori, chiamati barocettori, situati nelle arterie del collo (carotidi) che percepiscono quando la pressione sale troppo e inviano segnali per abbassarla, facendo rallentare il cuore e dilatare i vasi sanguigni.

In molte persone con ipertensione, questo meccanismo non funziona bene: i barocettori si abituano a valori più alti e non riescono più a ridurre la pressione come dovrebbero.

Il nuovo dispositivo, chiamato Rheos, è un apparecchio impiantabile che stimola elettricamente questi barocettori per farli lavorare meglio e aiutare a ridurre la pressione sanguigna.

Come viene impiantato il dispositivo

  • Il dispositivo è formato da un generatore di impulsi posizionato sotto la pelle e da due elettrodi posti vicino alle arterie carotidi su entrambi i lati del collo.
  • L’intervento viene eseguito in anestesia generale da chirurghi specializzati.
  • Dopo l’impianto, il dispositivo può essere regolato facilmente con un apparecchio esterno, senza bisogno di ulteriori interventi invasivi.

I risultati finora osservati

  • Oltre 300 pazienti in Europa e Stati Uniti hanno ricevuto questo trattamento.
  • La procedura è generalmente sicura, con pochi effetti collaterali, principalmente lievi danni ai nervi del collo.
  • La pressione sistolica (il numero più alto) si è ridotta di 30-50 mmHg, mentre la pressione diastolica (il numero più basso) è scesa di 20-30 mmHg.
  • Molti pazienti hanno potuto ridurre il numero di farmaci antipertensivi assunti.
  • I benefici sono duraturi, con dati che arrivano fino a 4 anni di follow-up.
  • La riduzione della pressione è collegata a una diminuzione dell’attività del sistema nervoso simpatico, che normalmente aumenta la pressione.
  • Dati preliminari indicano anche un miglioramento della funzione cardiaca senza danni ai reni.

Prospettive future

È in corso uno studio clinico importante che confronterà i pazienti con il dispositivo attivato subito con quelli in cui l’attivazione viene ritardata di 6 mesi. Questo aiuterà a capire meglio i benefici e i rischi di questa terapia.

Al momento, l’uso di questo trattamento è limitato perché richiede un intervento chirurgico, ma rappresenta una nuova opportunità per chi non riesce a controllare la pressione con i farmaci.

In conclusione

La stimolazione barocettoriale carotidea (BAT) è un trattamento innovativo e promettente per l’ipertensione arteriosa resistente ai farmaci. Grazie a un dispositivo impiantabile che stimola i sensori naturali della pressione nel collo, è possibile ottenere una riduzione significativa e duratura della pressione sanguigna, migliorando la qualità della vita di pazienti con difficoltà a controllare la loro ipertensione.

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA