Che cosa significa terapia personalizzata
Il diabete di tipo 2 è una malattia cronica molto diffusa, ma ogni persona può presentare caratteristiche diverse. Per questo, il medico può scegliere tra molti farmaci per trovare quello o quelli più adatti a ciascun paziente. Questa scelta deve bilanciare:
- efficacia del farmaco nel controllare lo zucchero nel sangue;
- sicurezza, cioè evitare effetti collaterali pericolosi;
- facilità di assunzione per favorire la regolarità nel prendere la terapia;
- costi accessibili.
I principali farmaci orali per il diabete di tipo 2
Metformina
- È il farmaco più usato come prima scelta, soprattutto nelle persone in sovrappeso o obese.
- Aiuta a ridurre la glicemia e l’emoglobina glicata (un indicatore del controllo del diabete) di circa 1.0-1.5%.
- Si prende 2-3 volte al giorno, di solito prima dei pasti, fino a un massimo di 2.5-3 grammi al giorno.
- Non causa ipoglicemie (bassi livelli di zucchero nel sangue) e tende a far perdere peso.
- Può causare disturbi allo stomaco in circa il 10% delle persone, per questo si inizia con dosi basse.
- Non va usata in caso di problemi renali gravi o in situazioni a rischio di danno ai reni.
Pioglitazone (tiazolidinedione)
- Riduce l’emoglobina glicata di 1.0-1.5%.
- Si assume 1-2 volte al giorno, con dosi da 15 a 45 mg.
- Non provoca ipoglicemie, ma può causare ritenzione di liquidi e aumento di peso.
- Non è adatto a persone con insufficienza cardiaca grave e va usato con cautela in casi meno gravi.
Sulfoniluree
- Stimolano il pancreas a produrre più insulina.
- Possono ridurre l’emoglobina glicata di 1.5-2.0%.
- Hanno un costo basso ma possono causare ipoglicemie e aumento di peso.
Repaglinide (glinide)
- Simile alle sulfoniluree, ma con effetto più breve (2-3 ore).
- Aiuta a controllare l’aumento di zucchero dopo i pasti.
Acarbosio
- Riduce l’assorbimento dello zucchero nell’intestino.
- Ha un’efficacia minore rispetto agli altri farmaci.
- Non causa ipoglicemie ma può provocare disturbi intestinali come gonfiore e diarrea.
Inibitori della DPP-IV
- Agiscono aumentando l’effetto di un ormone intestinale (incretina) che aiuta il pancreas.
- Hanno un’efficacia leggermente inferiore rispetto ad altri farmaci potenti.
- Non causano ipoglicemie e non influenzano il peso corporeo.
- Sono però i farmaci orali più costosi.
Come si sceglie la terapia
Le linee guida mediche consigliano di iniziare con la metformina, cercando di mantenere l’emoglobina glicata sotto il 7.0%. Se la metformina non è tollerata o è controindicata, si può passare ad altri farmaci.
Se il valore dell’emoglobina glicata resta alto, si aggiunge un secondo farmaco e, se necessario, anche un terzo, sempre valutando efficacia, sicurezza e costi.
Esistono due modi principali per iniziare la terapia:
- Con un farmaco alla volta, aumentando gradualmente il trattamento.
- Con una combinazione di due o più farmaci fin dall’inizio, per raggiungere più rapidamente l’obiettivo e con dosi più basse di ciascun farmaco, riducendo così gli effetti collaterali.
Alcune linee guida suggeriscono di iniziare subito con la combinazione se l’emoglobina glicata è superiore al 9.5%.
La combinazione più usata in Italia è metformina con glibenclamide (una sulfonilurea). Tuttavia, le formulazioni disponibili a dosi fisse non sempre permettono di usare la quantità ideale di metformina.
Per questo, lo sviluppo di nuove formulazioni con dosi adeguate di entrambi i farmaci può aiutare a personalizzare meglio la terapia.
In conclusione
Oggi abbiamo molti farmaci per il diabete di tipo 2 e la scelta deve essere personalizzata per ogni persona. La metformina è il trattamento di prima scelta, ma altri farmaci possono essere aggiunti o sostituiti in base alle esigenze. L’obiettivo è mantenere il controllo del diabete in modo efficace, sicuro e con il minor disagio possibile, per migliorare la qualità della vita.