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Articolo per pazienti Pubblicato: 24/11/2010 Lettura: ~2 min

Studio ASSERT: alto rischio di ictus associato a tachicardie atriali nei portatori di pacemaker

Fonte
American Heart Association Scientific Session 2010, Chicago.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dottoressa Giusy Santese Aggiornato il 08/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Lo studio ASSERT ha esaminato il legame tra alcune aritmie del cuore, chiamate tachicardie atriali, e il rischio di ictus in persone con pacemaker. I risultati mostrano che queste aritmie, anche se senza sintomi evidenti, possono aumentare significativamente il rischio di ictus. È importante capire meglio questi dati per migliorare la gestione di chi porta un pacemaker.

Che cosa ha studiato lo studio ASSERT

Lo studio ASSERT ha coinvolto pazienti con pacemaker o defibrillatori impiantabili che avevano almeno 65 anni e soffrivano di ipertensione. Questi pazienti non avevano una storia nota di fibrillazione atriale, un tipo comune di aritmia, e non assumevano farmaci anticoagulanti come il warfarin.

Cos'è la tachicardia atriale e cosa è stato osservato

La tachicardia atriale è un ritmo cardiaco molto veloce che parte dagli atri, le camere superiori del cuore. Nel corso di quasi 3 anni, circa un terzo dei pazienti ha avuto episodi di tachicardia atriale che duravano più di 6 minuti. Questi episodi sono stati rilevati dai dispositivi impiantati.

Rischio associato di ictus ed embolia

  • I pazienti con tachicardia atriale avevano un rischio di ictus ischemico e embolia sistemica 2,5 volte più alto rispetto a chi non aveva questi episodi.
  • In particolare, chi presentava tachicardie nei primi tre mesi dopo l'impianto aveva un rischio più alto di sviluppare fibrillazione o flutter atriale, altre aritmie del cuore.
  • Nei pazienti con un punteggio CHADS2 superiore a 2 (un sistema per valutare il rischio di ictus), il rischio annuo di ictus saliva dal 0,7% senza tachicardie al 2,1% con tachicardie.

Implicazioni cliniche

Il rischio di ictus in questi pazienti con tachicardie atriali è simile a quello di persone con fibrillazione atriale permanente, condizione per cui le linee guida raccomandano spesso l'uso di farmaci anticoagulanti per prevenire l'ictus.

In conclusione

Lo studio ASSERT mostra che nei pazienti con pacemaker, la presenza di tachicardie atriali rilevate dal dispositivo può indicare un aumento significativo del rischio di ictus. Questo dato è particolarmente importante nei pazienti con altri fattori di rischio, come l'ipertensione e un punteggio CHADS2 elevato. Queste informazioni aiutano a comprendere meglio come monitorare e gestire il rischio di ictus in questa popolazione.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Giusy Santese

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