Che cos'è lo studio TRITON?
Lo studio TRITON TIMI 28 ha coinvolto oltre 13.600 pazienti con sindrome coronarica acuta, cioè persone con problemi al cuore causati da un ridotto afflusso di sangue. Questi pazienti avevano subito un esame chiamato angiografia coronarica e un intervento chiamato PCI (angioplastica coronarica). Sono stati divisi in due gruppi per ricevere uno dei due farmaci: prasugrel o clopidogrel.
Risultati principali dello studio
- Il gruppo trattato con prasugrel ha mostrato una riduzione significativa del rischio combinato di morte per problemi cardiaci, infarto e ictus.
- La mortalità totale, cioè il numero di decessi per qualsiasi causa, non era molto diversa tra i due gruppi.
Sottostudio sui pazienti sottoposti a bypass coronarico (CABG)
Un sottostudio ha analizzato 346 pazienti che avevano ricevuto prasugrel o clopidogrel e successivamente sono stati sottoposti a un intervento di bypass coronarico, che serve a migliorare il flusso di sangue al cuore.
- L'intervento era programmato (elettivo) nell'85% dei casi.
- Il gruppo trattato con prasugrel ha mostrato una mortalità inferiore rispetto a quello con clopidogrel.
Dati sulla mortalità
| Risultato | Prasugrel (173 pazienti), % | Clopidogrel (173 pazienti), % | Rapporto di probabilità aggiustato (95% intervallo di confidenza) | p |
|---|---|---|---|---|
| Tutte le morti durante lo studio | 2,3 | 8,7 | 0,26 (0,079-0,85) | 0,025 |
Questo significa che i pazienti con prasugrel hanno avuto meno decessi rispetto a quelli con clopidogrel durante il periodo osservato.
Mortalità a 30 giorni dopo l'intervento
La mortalità a un mese dall'intervento era dello 0,6% nel gruppo prasugrel e del 5,8% nel gruppo clopidogrel. Questa differenza non è risultata statisticamente significativa, probabilmente a causa del numero limitato di pazienti.
Considerazioni sul rischio di sanguinamento
Il prasugrel, come il clopidogrel, può aumentare il rischio di sanguinamento, motivo per cui si consiglia di interrompere il farmaco da 5 a 7 giorni prima dell'intervento chirurgico.
- In pratica, circa la metà dei pazienti non ha potuto sospendere il farmaco per il tempo raccomandato, soprattutto in casi di emergenza.
- In circa 40 interventi la sospensione è durata solo 1-2 giorni.
- Quasi tutti i pazienti hanno ripreso la terapia entro una settimana dall'intervento.
Le perdite di sangue misurate dai tubi di drenaggio dopo l'intervento erano maggiori nel gruppo prasugrel, soprattutto a 12 ore, ma questo aumento è stato considerato gestibile.
L'autore dello studio ha sottolineato che, pur riconoscendo il rischio aumentato di sanguinamento, l'intervento chirurgico può essere eseguito in sicurezza anche con il prasugrel.
In conclusione
Il sottostudio TRITON suggerisce che nei pazienti sottoposti a bypass coronarico il trattamento con prasugrel può ridurre il rischio di morte rispetto al clopidogrel, nonostante un aumento del rischio di sanguinamento. Questi dati indicano che con un'attenta gestione, il prasugrel può essere utilizzato in sicurezza in questo contesto.