Che cosa significa il rischio cardiovascolare?
Il rischio cardiovascolare riguarda la possibilità di sviluppare malattie del cuore e dei vasi sanguigni, come infarti o ictus. Tradizionalmente, si valuta soprattutto il colesterolo LDL (il cosiddetto "colesterolo cattivo"), ma oggi sappiamo che non è l'unico indicatore importante.
Nuovi marcatori per valutare il rischio
Uno studio chiamato JUPITER ha dimostrato che anche un'altra sostanza nel sangue, la proteina C-reattiva (CRP), può indicare un rischio maggiore di problemi cardiovascolari. La CRP è un segno di infiammazione nel corpo, che può contribuire alle malattie del cuore.
Come individuare chi è a rischio
Per capire chi ha bisogno di prevenzione, gli esperti consigliano di:
- Usare le carte del rischio di Framingham, uno strumento che stima la probabilità di eventi cardiovascolari basandosi su fattori come età, pressione e colesterolo.
- Integrare questa valutazione con la misurazione di biomarcatori nel sangue, come la CRP.
- Valutare la presenza di aterosclerosi (accumulo di grasso nelle arterie) anche quando non dà ancora sintomi, usando esami non invasivi o, in casi particolari, esami più approfonditi (come l'IVUS).
Importanza di iniziare subito la terapia
Quando si identifica una persona a rischio, è importante iniziare subito il trattamento con statine, farmaci che aiutano a ridurre il colesterolo e anche l'infiammazione (come la CRP). In particolare, si preferisce usare la statina più efficace a dosi basse per raggiungere rapidamente gli obiettivi di salute, senza dover aumentare gradualmente la dose.
In conclusione
Il rischio di malattie cardiovascolari non dipende solo dal colesterolo, ma anche da altri segnali come la proteina C-reattiva. Per proteggere la salute del cuore, è importante valutare questi fattori e iniziare tempestivamente la terapia con statine, così da ridurre il rischio di eventi futuri.