CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 22/11/2023 Lettura: ~2 min

Uso di beta-bloccanti nello scompenso cardiaco con frazione di eiezione preservata o leggermente ridotta

Fonte
Peikert, et al. 10.1016/j.jchf.2023.09.007.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Francesco Gentile Aggiornato il 01/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Lo scompenso cardiaco è una condizione in cui il cuore fatica a pompare il sangue in modo efficace. Esistono diversi tipi, a seconda di come funziona la parte del cuore chiamata frazione di eiezione. Questo testo spiega l'uso di un gruppo di farmaci chiamati beta-bloccanti in due forme di scompenso cardiaco: quella con frazione di eiezione preservata (HFpEF) e quella con frazione di eiezione leggermente ridotta (HFmrEF). L'obiettivo è capire se questi farmaci possono essere utili anche in questi casi.

Che cosa sono i beta-bloccanti e come si usano nello scompenso cardiaco

I beta-bloccanti sono farmaci che aiutano il cuore a lavorare meglio rallentando il battito e riducendo lo sforzo. Sono molto usati in alcune forme di scompenso cardiaco, ma non sono sempre raccomandati nelle forme con frazione di eiezione preservata (HFpEF).

Tuttavia, spesso vengono prescritti per trattare altre malattie che possono accompagnare lo scompenso cardiaco in questi pazienti.

Lo studio DELIVER e cosa ha analizzato

Per capire meglio l'effetto dei beta-bloccanti in pazienti con HFpEF o HFmrEF, è stato analizzato uno studio chiamato DELIVER. In questo studio sono stati coinvolti 6.263 pazienti con scompenso cardiaco e frazione di eiezione superiore al 40%. Questi pazienti sono stati divisi in due gruppi: uno ha ricevuto un farmaco chiamato dapagliflozin, l'altro un placebo (una sostanza senza effetto).

Risultati principali sull'uso dei beta-bloccanti

  • Circa l'83% dei pazienti usava beta-bloccanti.
  • L'uso di beta-bloccanti è stato collegato a un rischio più basso di eventi gravi come la morte per problemi cardiaci o il peggioramento dello scompenso.
  • Il dapagliflozin ha ridotto il rischio di questi eventi sia nei pazienti che assumevano beta-bloccanti sia in quelli che non li assumevano.
  • Gli effetti collaterali sono stati simili tra i pazienti che prendevano dapagliflozin e quelli con placebo, indipendentemente dall'uso di beta-bloccanti.

Cosa significa tutto questo

Questi risultati indicano che i beta-bloccanti possono essere utili anche in pazienti con forme di scompenso cardiaco in cui non sono sempre raccomandati. Inoltre, il dapagliflozin sembra funzionare bene sia con che senza beta-bloccanti, senza aumentare gli effetti indesiderati.

In conclusione

L'uso dei beta-bloccanti in pazienti con scompenso cardiaco a frazione di eiezione preservata o leggermente ridotta è comune e associato a un miglioramento del rischio di eventi cardiaci gravi. Il farmaco dapagliflozin offre benefici aggiuntivi indipendentemente dall'uso di beta-bloccanti, con un profilo di sicurezza simile. Questi dati aiutano a comprendere meglio il ruolo di questi farmaci in diverse forme di scompenso cardiaco.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Francesco Gentile

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA