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Articolo per pazienti Pubblicato: 13/12/2010 Lettura: ~4 min

Chiusura percutanea del forame ovale pervio (PFO)

Fonte
Informazioni tratte da materiale medico specialistico fornito da equipe di emodinamica e cardiologia interventistica.

Aggiornato il 08/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
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Introduzione

La chiusura percutanea del forame ovale pervio è una procedura medica che corregge un piccolo difetto nel cuore presente fin dalla nascita in molte persone. Questo intervento aiuta a prevenire problemi come ictus o altri disturbi legati a questo difetto. Qui spieghiamo in modo semplice come funziona, quali sono i rischi e cosa aspettarsi prima e dopo l'intervento.

Che cos'è il forame ovale pervio (PFO)

Il forame ovale pervio è un piccolo foro tra due parti del cuore chiamate atrio destro e atrio sinistro. Questo foro è normale durante la vita nel grembo materno, perché permette al sangue di passare tra le due camere del cuore. Dopo la nascita, in quasi tutte le persone, questo foro si chiude spontaneamente. Tuttavia, nel 25-30% degli adulti rimane aperto, cioè "pervio".

Quando il foro rimane aperto, può far passare sangue in modo anomalo tra le due parti del cuore, causando un aumento del flusso di sangue nelle camere destre e la loro dilatazione. In alcuni casi, questo può portare a problemi come ictus o attacchi ischemici transitori (TIA), dovuti al passaggio di piccoli coaguli nel sangue attraverso il foro.

Come si esegue la chiusura percutanea del PFO

La chiusura percutanea è una procedura minimamente invasiva eseguita in una sala speciale chiamata sala di emodinamica. Durante l'intervento:

  • Il paziente viene sedato profondamente per non sentire dolore.
  • Attraverso una vena nella gamba (vena femorale) viene inserito un sottile tubicino chiamato catetere.
  • Il catetere viene guidato fino al cuore per misurare alcune pressioni e controllare il foro.
  • Si utilizza un ecocardiogramma speciale, che permette di vedere il cuore dall'interno, per misurare con precisione il foro.
  • Viene inserito un dispositivo di chiusura, di dimensioni adatte, che viene posizionato attraverso il foro per chiuderlo.
  • Si verifica che il dispositivo sia stabile e che non ci siano perdite di sangue intorno ad esso.
  • Infine, il dispositivo viene rilasciato e tutti gli strumenti vengono rimossi.

Dopo circa 3-6 mesi, il dispositivo viene completamente coperto da cellule del cuore, diventando parte integrante della parete che divide le due camere (setto interatriale).

Rischi e benefici della procedura

La chiusura percutanea del PFO è efficace quanto un intervento chirurgico tradizionale, ma con meno complicazioni e un ricovero più breve. I rischi totali sono bassi (circa 2%) e comprendono:

  • Rischi legati all'anestesia.
  • Possibile spostamento del dispositivo.
  • Ictus o chiusura incompleta del foro.
  • Infezioni o problemi nel punto di inserimento del catetere.
  • Possibili aritmie (alterazioni del ritmo cardiaco) durante o dopo la procedura.
  • In rari casi, può essere necessario rimuovere il dispositivo con un intervento chirurgico.

La mortalità legata alla procedura è molto bassa, inferiore allo 0,5%.

Dispositivi utilizzati per la chiusura

Esistono diversi tipi di dispositivi impiantabili per chiudere il PFO:

  • Amplatzer: il più comune, formato da due dischi metallici con membrane interne. Una volta posizionato, non può essere rimosso se non con un intervento chirurgico.
  • HELEX: un dispositivo con meno metallo, costituito da un telaio metallico ricoperto da una membrana sottile. È permanente e realizzato con materiali usati comunemente in cardiologia.
  • BioSTAR: un dispositivo più recente, che viene assorbito dal corpo nel giro di 8-10 mesi. È fatto di collagene e acciaio medico e permette, se necessario, di effettuare in futuro altre procedure sul cuore.

La scelta del dispositivo dipende dalle caratteristiche specifiche del foro e dalla valutazione del medico.

Cosa aspettarsi prima e dopo l'intervento

Per prevenire infezioni, al paziente viene somministrato un antibiotico prima della procedura e per alcuni giorni dopo. Inoltre, per sei mesi è consigliato l'antibiotico in caso di interventi chirurgici o cure dentali.

La maggior parte delle persone può tornare a casa il giorno dopo l'intervento e riprendere le normali attività leggere entro uno o due giorni.

È importante evitare sforzi fisici intensi per le prime due settimane, per permettere al dispositivo di fissarsi bene al cuore.

Il medico prescriverà l'assunzione di farmaci antiaggreganti come aspirina per almeno sei mesi e clopidogrel per almeno tre mesi.

Il dispositivo non impedisce di fare esami come la risonanza magnetica o il passaggio attraverso i metal detector.

Infine, il paziente dovrà tornare in ospedale per controlli periodici per circa un anno dopo l'intervento.

In conclusione

La chiusura percutanea del forame ovale pervio è una procedura sicura e efficace per correggere un difetto cardiaco comune che può causare problemi seri come l'ictus. Grazie a questa tecnica minimamente invasiva, molti pazienti possono tornare rapidamente alle loro attività quotidiane con un basso rischio di complicazioni. Il successo dell'intervento dipende dalla corretta valutazione e dalla scelta del dispositivo più adatto, oltre che dal rispetto delle indicazioni mediche prima e dopo la procedura.

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