Che cosa hanno studiato i ricercatori
I ricercatori dell'Università Paris-Diderot hanno voluto capire quanto sia comune la malattia coronarica (problemi alle arterie del cuore) in persone che hanno avuto un infarto cerebrale (ictus) ma senza una storia nota di malattia cardiaca.
Hanno quindi esaminato 405 pazienti con infarto cerebrale. Tutti sono stati sottoposti a un esame chiamato ecoDoppler, che permette di vedere le arterie del collo, delle gambe (arterie femorali) e dell’aorta, per cercare eventuali placche, cioè accumuli che possono ostruire le arterie.
Risultati principali
- Tra i 342 pazienti senza malattia coronarica nota, 315 hanno fatto un esame più approfondito chiamato coronarografia, che mostra le arterie del cuore.
- In questo gruppo, il 61,9% aveva un restringimento (stenosi) delle arterie coronariche, anche se di diversa gravità.
- Il 25,7% aveva un restringimento significativo, cioè pari o superiore al 50%.
- La probabilità di avere problemi alle arterie del cuore aumentava se erano presenti placche in una o entrambe le aree delle arterie carotidi (collo) o femorali (gambe).
Valore predittivo delle placche
Se le placche erano presenti sia nelle arterie femorali che in quelle carotidi, la possibilità di avere placche anche nelle arterie del cuore era molto alta (84%). Tuttavia, l'assenza di placche in queste due aree non escludeva completamente la malattia coronarica (valore predittivo negativo del 44%).
In conclusione
Molti pazienti con infarto cerebrale senza una diagnosi precedente di malattia cardiaca possono avere problemi nascosti alle arterie del cuore. La presenza di placche nelle arterie del collo e delle gambe può aiutare a identificare chi ha più probabilità di avere anche malattia coronarica. Questi risultati sottolineano l'importanza di un controllo attento delle arterie in persone con ictus.