CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 14/12/2010 Lettura: ~3 min

Il problema degli STEMI non riperfusi

Fonte
Congresso SIC 2010.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Leonardo Fontanesi Aggiornato il 08/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Il tema degli infarti miocardici con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI) che non ricevono un trattamento per riaprire le arterie bloccate è importante ma spesso trascurato. In questo testo spieghiamo in modo semplice quali sono le cause, le conseguenze e le possibili strategie di gestione di questi casi.

Che cosa significa STEMI non riperfusi

Lo STEMI è un tipo di infarto del cuore causato dall'ostruzione completa di un'arteria coronarica, che si riconosce anche attraverso un particolare segno chiamato "sopraslivellamento del tratto ST" nell'elettrocardiogramma. La riperfusione è il trattamento che serve a riaprire l'arteria bloccata, per esempio con farmaci o con un intervento chiamato angioplastica.

Quando un paziente con STEMI non riceve questo trattamento, si parla di STEMI non riperfusi.

Quanto è diffuso il problema

Tra il 16% e il 30% dei pazienti con STEMI non riceve alcun trattamento per riaprire l'arteria. Questo può succedere per due motivi principali:

  • Ritardi nell'arrivo in ospedale, che fanno superare il tempo utile per intervenire (di solito entro 12 ore dall'inizio dei sintomi).
  • Presenza di altre malattie o condizioni che rendono rischioso o sconsigliato l'intervento.

Fattori che influenzano la mancata riperfusione

Alcuni fattori aumentano la probabilità che non venga tentata la riperfusione, come:

  • Età avanzata
  • Sesso femminile
  • Rischio di sanguinamento

Spesso queste controindicazioni sono relative, cioè possono essere valutate caso per caso.

Risultati degli studi principali

Gli studi più importanti sull'argomento, come il trial OAT e il TOSCA-2, hanno analizzato pazienti stabili con occlusione completa di un'arteria coronarica dopo un infarto avvenuto da 3 a 28 giorni. Le conclusioni principali sono:

  • La procedura per riaprire l'arteria (angioplastica con stent) è efficace per mantenere aperto il vaso nel breve e lungo termine.
  • Non riduce però il rischio combinato di morte, nuovo infarto o insufficienza cardiaca grave nei 4 anni successivi.
  • Non migliora la funzione del cuore a 12 mesi.
  • Può però aiutare a limitare l'ingrossamento del ventricolo sinistro, una parte importante del cuore.

Diagnostica e valutazione

Per decidere il trattamento più adatto, è importante valutare con attenzione il paziente. La risonanza magnetica cardiaca è uno strumento utile per capire quanto tessuto del cuore è stato danneggiato e quale area è a rischio.

Gestione clinica e trattamento

Anche quando non è possibile fare la riperfusione, è importante adottare un trattamento medico adeguato per proteggere il cuore, che include:

  • Beta bloccanti e ACE inibitori, farmaci che aiutano il cuore a lavorare meglio.
  • Statine ad alto dosaggio, che aiutano a ridurre il colesterolo e proteggono i vasi sanguigni.
  • Antiaggreganti, farmaci che prevengono la formazione di nuovi coaguli.

Nei pazienti con alto rischio di sanguinamento, l'uso di un farmaco chiamato bivalirudina può ridurre questo rischio mantenendo una buona efficacia anticoagulante.

In conclusione

Gli STEMI non riperfusi rappresentano una sfida importante perché una parte significativa di pazienti non riceve il trattamento per riaprire l'arteria bloccata. Questo può dipendere da ritardi o da condizioni che rendono rischioso l'intervento. Anche se la riperfusione tardiva non sempre migliora la sopravvivenza o la funzione cardiaca, è fondamentale una valutazione accurata e un trattamento medico adeguato per proteggere il cuore e migliorare la qualità della vita.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Leonardo Fontanesi

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA