Che cosa sono i beta bloccanti e perché si usano nello scompenso cardiaco
I beta bloccanti sono farmaci che aiutano il cuore a lavorare meglio e a proteggersi da danni. Sono molto utili nelle persone con scompenso cardiaco, una condizione in cui il cuore fatica a pompare il sangue in modo efficace.
È ormai chiaro che i pazienti dovrebbero assumere la dosis più alta tollerata di questi farmaci per ottenere il massimo beneficio.
Nuove scoperte sulla combinazione di farmaci
Recenti studi, come quello chiamato SHIFT, hanno mostrato che associare i beta bloccanti con un altro farmaco chiamato ivabradina è sicuro e può portare a risultati migliori.
- Questa combinazione non solo riduce il rischio di morte e di ricoveri in ospedale, che sono i risultati più importanti, ma migliora anche altri aspetti importanti per la vita quotidiana dei pazienti.
- Ad esempio, la capacità funzionale del paziente, cioè la sua energia e resistenza nelle attività di tutti i giorni, migliora di più con la combinazione di ivabradina e beta bloccanti rispetto all'aumento della dose del solo beta bloccante.
Cosa è stato osservato nel congresso SIC 2010
Durante questo incontro medico sono stati presentati dati che mostrano che i pazienti che assumevano ivabradina insieme a una dose moderata di beta bloccante (bisoprololo 5 mg) avevano una migliore capacità funzionale rispetto a chi prendeva solo beta bloccante a dosi simili o più alte.
La capacità funzionale è stata misurata con un test chiamato METs, che valuta quanto una persona riesce a fare sforzi fisici.
Possibili nuove strategie
Questi risultati suggeriscono che, per alcuni pazienti, potrebbe essere utile pensare a nuove strategie di cura che prevedano la combinazione di farmaci, invece di aumentare sempre la dose del solo beta bloccante.
In conclusione
La terapia con beta bloccanti è fondamentale nello scompenso cardiaco e aumentare la dose è importante, ma recenti studi mostrano che associare questi farmaci con ivabradina può migliorare la qualità della vita e la capacità di fare attività quotidiane. Questo apre la strada a nuove possibilità per curare meglio i pazienti.