Il legame tra diabete e malattie cardiache
Durante un importante congresso di cardiologia, si è discusso del rapporto stretto tra il diabete e le malattie del cuore. Queste due condizioni sono spesso collegate, e l'insulina gioca un ruolo chiave in questo legame.
Come agisce l'insulina nel corpo
L'insulina funziona seguendo due percorsi diversi nel nostro organismo:
- Primo percorso (effetti positivi): aiuta a far entrare lo zucchero (glucosio) nelle cellule per produrre energia, favorisce la conservazione dello zucchero nel fegato sotto forma di glicogeno, riduce la rottura dei grassi, stimola la produzione di proteine e aiuta a dilatare i vasi sanguigni migliorando il flusso del sangue.
- Secondo percorso (effetti meno favorevoli): stimola la crescita e la moltiplicazione delle cellule e impedisce la morte programmata delle cellule (apoptosi).
Cosa succede in caso di insulino-resistenza
Quando il corpo diventa meno sensibile all'insulina (insulino-resistenza), il primo percorso, quello benefico, funziona meno bene. Invece, il secondo percorso, che stimola la crescita cellulare, resta attivo. Per compensare, il corpo produce più insulina.
Questa maggiore quantità di insulina può attivare troppo il secondo percorso, causando la produzione di sostanze che infiammano i vasi sanguigni e danneggiano l'endotelio, cioè la superficie interna dei vasi.
Effetti sull'aterosclerosi e sul rischio cardiovascolare
Nel diabete, l'aumento dell'insulina e l'infiammazione che ne deriva possono contribuire alla formazione di placche nelle arterie (aterosclerosi), aumentando il rischio di problemi al cuore e ai vasi.
Inoltre, anche l'elevato livello di zucchero nel sangue e i prodotti derivati da questo zucchero danneggiano ulteriormente i vasi sanguigni.
In conclusione
L'insulina ha un ruolo complesso nel nostro corpo. Da un lato aiuta a controllare lo zucchero nel sangue e protegge i vasi sanguigni; dall'altro, se presente in quantità elevate e in condizioni di insulino-resistenza, può contribuire a infiammare e danneggiare i vasi. Questo spiega perché l'insulina può sembrare "buona" o "cattiva" a seconda delle situazioni.