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Articolo per pazienti Pubblicato: 15/12/2010 Lettura: ~3 min

Alternative o insieme? Rivascolarizzazione e terapia medica nell’ischemia miocardica cronica

Fonte
Zoran Olivari, Direttore SC Cardiologia Ospedale Ca’ Foncello, Treviso

Aggiornato il 08/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1017 Sezione: 2

Introduzione

Quando il cuore riceve meno sangue del necessario a causa di problemi alle arterie, si parla di ischemia miocardica cronica. In questi casi, due trattamenti importanti sono la rivascolarizzazione, che mira a migliorare il flusso sanguigno, e la terapia medica ottimale, che utilizza farmaci per controllare i sintomi e prevenire complicazioni. Questo testo spiega come questi due approcci possano lavorare insieme per aiutare i pazienti.

Che cos’è l’angina stabile e quanto è diffusa

L’angina stabile è un dolore o fastidio al petto che si presenta quando il cuore non riceve abbastanza sangue. In Europa, colpisce circa 20-40 persone ogni 1.000 abitanti. Tra chi si sottopone a procedure per aprire le arterie (come l’angioplastica), quasi la metà ha angina stabile.

La mortalità annua tra questi pazienti può superare il 3%, ma varia molto in base a diversi fattori come l’età, altre malattie presenti, gravità dei sintomi, e la funzionalità del cuore.

Rivascolarizzazione e terapia medica: due approcci spesso confrontati

La rivascolarizzazione può essere fatta con diverse tecniche, come l’angioplastica con stent o il bypass coronarico chirurgico. La terapia medica ottimale (TMO) consiste nell’uso di farmaci per migliorare la funzione cardiaca e prevenire eventi gravi.

Alcuni studi importanti hanno confrontato questi due approcci nei pazienti con angina stabile:

  • Studio COURAGE: Ha mostrato che, dopo circa 5 anni, la sopravvivenza senza infarto era simile tra chi aveva fatto angioplastica e chi aveva solo la terapia medica.
  • Studio MASS II: Ha evidenziato che il bypass chirurgico riduceva il rischio di morte, infarto o necessità di ulteriori interventi rispetto alla sola terapia medica, mentre l’angioplastica non mostrava lo stesso beneficio. Tuttavia, la mortalità era simile tra i gruppi.

Interpretare i risultati degli studi

È importante considerare che questi studi hanno coinvolto solo una piccola parte dei pazienti reali e che le tecniche utilizzate, come gli stent, erano meno avanzate rispetto a quelle attuali. Inoltre, i pazienti inclusi avevano spesso un rischio basso di eventi gravi, il che può influenzare i risultati.

In generale, la rivascolarizzazione chirurgica sembra più efficace nel migliorare la sopravvivenza nei pazienti con rischio medio-alto, mentre l’angioplastica mostra benefici meno evidenti in pazienti a basso rischio.

Nuove evidenze e raccomandazioni

Studi più recenti e analisi di grandi gruppi di pazienti suggeriscono che la rivascolarizzazione, in particolare quella chirurgica, può migliorare la sopravvivenza rispetto alla sola terapia medica. Inoltre, la rivascolarizzazione aiuta a ridurre i sintomi dell’angina in modo più efficace.

Le linee guida europee raccomandano la rivascolarizzazione nei pazienti con:

  • Stenosi (restringimenti) significativi in arterie importanti del cuore.
  • Funzione cardiaca ridotta.
  • Ischemia estesa (cioè aree del cuore che ricevono poco sangue).
  • Persistenza di sintomi nonostante la terapia medica.

Come scegliere il trattamento più adatto

La decisione di procedere con la rivascolarizzazione dipende dal rischio del paziente e dalla risposta ai farmaci:

  • Nei pazienti a rischio medio-alto, la rivascolarizzazione può migliorare la sopravvivenza.
  • Nei pazienti con sintomi che non migliorano con i farmaci, la rivascolarizzazione può alleviare il dolore e migliorare la qualità della vita.
  • Nei pazienti a basso rischio che rispondono bene alla terapia medica, la rivascolarizzazione potrebbe non aggiungere benefici.

La scelta tra intervento chirurgico o angioplastica si basa su valutazioni cliniche e immagini delle arterie.

Rivascolarizzazione e terapia medica: un lavoro di squadra

È importante capire che la rivascolarizzazione e la terapia medica non sono alternative esclusive, ma si completano a vicenda. Entrambi mirano a:

  • Aumentare la durata della vita.
  • Migliorare la qualità della vita.

Anche dopo la rivascolarizzazione, alcuni pazienti possono continuare ad avere sintomi, per cui sono necessari ulteriori progressi nei trattamenti e nella gestione della malattia.

In conclusione

Per chi soffre di ischemia miocardica cronica con angina stabile, la rivascolarizzazione e la terapia medica ottimale sono due strategie importanti che possono agire insieme. La scelta del trattamento dipende dal rischio individuale e dalla risposta ai farmaci. L’obiettivo comune è migliorare la sopravvivenza e la qualità della vita dei pazienti.

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