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Articolo per pazienti Pubblicato: 15/12/2010 Lettura: ~4 min

Angina: un nuovo approccio con Ranolazina

Fonte
Francesco Fattirolli, Dipartimento di Area Critica Medico Chirurgica, Università di Firenze, Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi

Aggiornato il 08/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1017 Sezione: 2

Introduzione

L'angina è un disturbo che causa dolore al petto a causa di un ridotto afflusso di sangue al cuore. Anche con i trattamenti attuali, molte persone continuano a soffrire di sintomi. Recentemente è stato introdotto un nuovo farmaco, la ranolazina, che agisce in modo diverso per aiutare a controllare meglio questi sintomi. In questo testo spieghiamo come funziona e a chi può essere utile.

Che cos'è l'angina e perché è ancora un problema

L'angina si manifesta con dolore al petto causato da una riduzione del flusso di sangue e ossigeno al cuore, spesso dovuta a problemi nelle arterie coronarie. Nonostante le tecniche moderne come la chirurgia o l'angioplastica per riaprire le arterie, molte persone continuano ad avere sintomi di angina anche dopo questi trattamenti.

Studi recenti mostrano che circa 20-40 persone ogni 1000 abitanti soffrono di angina, con una frequenza molto più alta dopo i 70 anni, sia negli uomini che nelle donne. Inoltre, anche con i farmaci tradizionali come beta-bloccanti, calcio antagonisti e nitrati, che aiutano a ridurre il lavoro del cuore e il suo bisogno di ossigeno, molti pazienti non raggiungono un controllo completo dei sintomi.

Come funziona la ranolazina

La ranolazina è un farmaco più recente che agisce in modo diverso dai trattamenti tradizionali. Nel cuore, le cellule si attivano grazie al passaggio di alcuni ioni come sodio (Na) e calcio (Ca). In condizioni normali, questi passaggi sono brevi e ben controllati, permettendo al cuore di contrarsi e rilassarsi correttamente.

In presenza di ischemia, cioè quando il cuore riceve meno ossigeno, i canali del sodio rimangono aperti più a lungo, causando un accumulo eccessivo di sodio e calcio nelle cellule. Questo porta a un cattivo rilassamento del muscolo cardiaco, aumentando il lavoro del cuore, il consumo di ossigeno e peggiorando la situazione.

La ranolazina agisce bloccando selettivamente questi canali lenti del sodio, interrompendo questo circolo vizioso e aiutando il cuore a rilassarsi meglio senza modificare la frequenza cardiaca o la pressione sanguigna.

Risultati degli studi clinici

  • MARISA, CARISA ed ERICA: studi che hanno dimostrato come la ranolazina riduca i sintomi dell'angina e aumenti la tolleranza allo sforzo, senza influire negativamente su battito cardiaco o pressione.
  • MERLIN TIMI 36: studio su oltre 6000 pazienti che ha confermato la capacità della ranolazina di ridurre l'ischemia ricorrente, anche se non ha mostrato una riduzione significativa della mortalità.

A chi è indicata la ranolazina

La ranolazina è indicata per pazienti con angina cronica stabile che non riescono a controllare bene i sintomi con i farmaci tradizionali. Può essere usata insieme a beta-bloccanti, calcio antagonisti o nitrati, oppure sostituirli in caso di effetti collaterali o controindicazioni.

Effetti sulla funzione cardiaca e aritmie

Alcuni studi hanno mostrato che la ranolazina può migliorare il flusso di sangue al cuore e la funzione del ventricolo, la parte principale del cuore che pompa il sangue. Inoltre, ha un effetto positivo nel ridurre alcune aritmie, cioè alterazioni del ritmo cardiaco, sia nei ventricoli che negli atri.

Uso negli anziani e effetti collaterali

La ranolazina è efficace anche nelle persone sopra i 70 anni. Gli effetti collaterali più comuni sono nausea e stipsi, che risultano leggermente più frequenti negli anziani ma generalmente ben tollerati.

Differenze con altri farmaci

La ranolazina ha un meccanismo d'azione diverso rispetto ad altri farmaci per l'angina, come l'ivabradina. È possibile usarli insieme, iniziando con dosi basse e sotto controllo medico.

Modalità di assunzione

La ranolazina si assume due volte al giorno, con dosi che possono variare da 375 mg a 750 mg. Si inizia con la dose più bassa per poi aumentarla dopo alcune settimane, sempre seguendo le indicazioni del medico. In Italia la prescrizione avviene tramite un piano terapeutico specifico per pazienti con angina stabile non controllata adeguatamente con altre terapie.

In conclusione

La ranolazina rappresenta un'importante novità nel trattamento dell'angina cronica stabile. Agisce bloccando i canali lenti del sodio nel cuore, migliorando il rilassamento del muscolo cardiaco e riducendo i sintomi senza influenzare la frequenza cardiaca o la pressione. È indicata soprattutto per chi non risponde bene ai trattamenti tradizionali e può essere utilizzata in combinazione o in sostituzione di altri farmaci. Anche negli anziani si è dimostrata efficace e generalmente ben tollerata.

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