Il caso clinico
Una donna di 52 anni, con pressione alta da 10 anni e colesterolo alto, si presenta con difficoltà a respirare anche con poco sforzo. All'esame, la pressione è normale (120/80 mmHg) e il battito cardiaco è regolare (80 battiti al minuto). L'ecocardiogramma, un esame che mostra il cuore in movimento, evidenzia un ventricolo sinistro molto dilatato e con funzione ridotta, cioè il cuore non pompa bene il sangue. Viene ricoverata e sottoposta a un intervento chirurgico per migliorare la circolazione del cuore.
La diagnosi
Nonostante l'intervento, la paziente continua a sentire difficoltà a respirare e l'esame mostra ancora una funzione cardiaca ridotta. La diagnosi è insufficienza cardiaca a frazione di eiezione ridotta post-ischemica. Questo significa che il cuore non riesce a pompare abbastanza sangue a causa di un danno provocato da problemi di circolazione.
Le linee guida per il trattamento
Le Linee Guida ESC 2021 indicano i farmaci più efficaci per questo tipo di insufficienza cardiaca. Questi farmaci sono chiamati i 4 pilastri del trattamento:
- ACE-inibitori (ad esempio ramipril)
- Beta-bloccanti (ad esempio bisoprololo)
- MRA (farmaci che aiutano a eliminare il sale in eccesso e a proteggere il cuore)
- SGLT2 inibitori (farmaci che migliorano la funzione cardiaca e renale)
Inoltre, un altro farmaco importante sono gli ARNI, che combinano due principi attivi per proteggere il cuore. Le linee guida raccomandano di usare questi farmaci alle dosi più alte che il paziente può tollerare, aumentandole gradualmente nel tempo.
La terapia della paziente
All'inizio, la paziente assumeva dosi basse di alcuni farmaci e non assumeva tutti i farmaci raccomandati. Non aveva segni di accumulo di liquidi nel corpo, quindi i diuretici (farmaci che aiutano a eliminare l'acqua in eccesso) sono stati ridotti. La terapia è stata modificata così:
- Inizio di SGLT2 inibitori
- Sostituzione del ramipril con ARNI
- Inizio della terapia con MRA
- Aumento della dose di bisoprololo
Questi cambiamenti hanno portato a un miglioramento dei sintomi e della funzione cardiaca, con una riduzione della difficoltà a respirare e un miglior controllo della pressione e del battito cardiaco.
Il follow-up
Nei controlli successivi, la paziente ha mostrato ulteriori miglioramenti, con una funzione cardiaca più efficiente e meno sintomi. È stato deciso di applicare un dispositivo chiamato ICD, che aiuta a prevenire problemi gravi del ritmo cardiaco. Nel tempo, continuando la terapia ottimale, la paziente è diventata quasi asintomatica e ha mantenuto una buona qualità di vita.
In conclusione
Questo caso dimostra che, anche in situazioni difficili, seguire le linee guida e utilizzare i farmaci raccomandati alle dosi corrette può migliorare significativamente la vita delle persone con insufficienza cardiaca. L'ottimizzazione della terapia è fondamentale per ridurre i sintomi e migliorare la prognosi.