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Articolo per pazienti Pubblicato: 17/12/2010 Lettura: ~2 min

La curva a J nella pressione arteriosa e il rischio cardiovascolare

Fonte
European Heart Journal (2010) 31, 2897-2908.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dottoressa Francesca Santi Aggiornato il 08/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La relazione tra la pressione arteriosa e il rischio di eventi cardiaci può essere complessa. Alcuni studi hanno evidenziato un andamento a "curva a J", che indica un aumento del rischio sia a valori di pressione troppo alti sia troppo bassi. Questo testo spiega in modo semplice cosa significa e cosa è stato osservato in uno studio importante su pazienti con malattia coronarica.

Che cosa significa la curva a J?

La curva a J descrive un fenomeno in cui il rischio di problemi cardiaci non aumenta solo con la pressione arteriosa alta, ma anche con una pressione troppo bassa. Immagina un grafico a forma di J: il rischio è più alto ai due estremi (pressione molto bassa e molto alta) e più basso in mezzo.

Lo studio sui pazienti con malattia coronarica

Un grande studio ha coinvolto 10.001 persone con malattia delle arterie del cuore e livelli di colesterolo LDL sotto 130 mg/dL. Questi pazienti hanno ricevuto due dosi diverse di un farmaco chiamato atorvastatina, usato per abbassare il colesterolo. La loro pressione arteriosa è stata misurata e divisa in gruppi ogni 10 mmHg.

I risultati principali

  • Durante quasi 5 anni di osservazione, circa il 10% dei pazienti ha avuto eventi gravi come infarto, ictus o morte per problemi cardiaci.
  • La relazione tra la pressione arteriosa (sia quella massima, chiamata sistolica, sia quella minima, chiamata diastolica) e questi eventi seguiva una curva a J.
  • Ciò significa che sia valori troppo alti sia troppo bassi di pressione erano associati a un rischio maggiore.
  • Il rischio più basso è stato osservato per una pressione intorno a 146.3 mmHg per la sistolica e 81.4 mmHg per la diastolica.
  • Questa relazione è rimasta valida anche dopo aver considerato altri fattori come il trattamento con il farmaco e i livelli di colesterolo.

Altri aspetti osservati

  • Per la maggior parte degli altri risultati studiati, come la mortalità generale, la mortalità per problemi cardiaci, l'infarto non fatale e l'angina, è stata trovata una relazione simile con la pressione arteriosa.
  • Un'eccezione è stata l'ictus: in questo caso, una pressione sistolica più bassa sembrava essere un fattore positivo, cioè riduceva il rischio.

In conclusione

Lo studio mostra che in persone con malattia coronarica, il rischio di eventi cardiaci può aumentare sia se la pressione arteriosa è troppo alta sia se è troppo bassa. Questo andamento a curva a J aiuta a capire l'importanza di mantenere la pressione in un range equilibrato, evitando estremi troppo bassi o troppo alti.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Francesca Santi

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