Chi è la paziente e quali sintomi ha avuto
La paziente è una donna di 52 anni, impiegata, che ha avuto problemi mestruali e un aumento di peso importante negli ultimi anni, arrivando a pesare 134 kg. Negli ultimi mesi ha notato gonfiore dovuto alla ritenzione di liquidi e difficoltà a respirare anche facendo piccoli sforzi.
Nonostante questi sintomi, non si era rivolta al medico fino a quando, a causa della stanchezza e di episodi di sonnolenza sul lavoro, è stata obbligata dal datore di lavoro a fare una visita medica. Durante il lavoro ha avuto difficoltà a respirare anche a riposo e ha dovuto chiamare il servizio di emergenza.
Cosa è successo in pronto soccorso
Arrivata in ospedale, la paziente era molto sofferente ma vigile e collaborativa. Presentava un edema polmonare acuto, cioè un accumulo di liquido nei polmoni che rende difficile la respirazione, e gonfiore alle gambe e altre parti del corpo dovuto alla ritenzione di liquidi.
- Il battito cardiaco era molto veloce (115 battiti al minuto).
- La pressione arteriosa era molto alta (230/120 mmHg).
- L’elettrocardiogramma (ECG) mostrava un sovraccarico del ventricolo sinistro, la parte del cuore che pompa il sangue al corpo.
- La radiografia del torace indicava un forte accumulo di liquido nei polmoni.
- L’analisi del sangue mostrava una grave difficoltà nella respirazione con livelli di ossigeno bassi e anidride carbonica alta nel sangue.
- Altri esami evidenziavano una lieve anemia, un aumento dei globuli bianchi e livelli elevati di colesterolo e trigliceridi.
Esami specifici del cuore
L’ecocardiogramma, un esame che usa gli ultrasuoni per vedere il cuore, ha mostrato:
- Il ventricolo sinistro leggermente ingrandito con ispessimento delle pareti.
- La capacità di contrazione del cuore molto ridotta (funzione contrattile al 30%, mentre il valore normale è superiore al 50%).
- Un’insufficienza della valvola mitrale di grado moderato, cioè la valvola non chiude bene e il sangue può tornare indietro.
Come è stata trattata la paziente
In ospedale è stata iniziata una terapia con:
- Supporto alla respirazione con ventilazione non invasiva (una maschera che aiuta a respirare meglio senza intubazione).
- Farmaci per abbassare la pressione (nitrati) e diuretici per eliminare i liquidi in eccesso.
- Morfina per alleviare l’ansia e migliorare la respirazione.
Non è stato usato un farmaco chiamato inotropo, che aumenta la forza del cuore, perché la paziente non mostrava segni di insufficiente circolazione e stava urinando normalmente.
Dopo circa 12 ore, la paziente ha mostrato un miglioramento della respirazione e della pressione, con una riduzione del battito cardiaco a 95 bpm e una buona eliminazione di liquidi. La terapia è stata continuata con un’infusione continua di diuretico e l’aggiunta di farmaci per la pressione (ACE inibitori e calcio-antagonisti).
Il decorso e il miglioramento
Nei giorni successivi la paziente ha perso circa 22 kg di liquidi in eccesso senza problemi ai reni. La sua capacità di muoversi e svolgere attività è migliorata, passando a una condizione definita "classe NYHA II", che indica una limitazione lieve dell’attività fisica.
Gli esami del sangue sono migliorati, così come la funzione cardiaca, che è salita al 40%.
È stata fatta una coronarografia, un esame per controllare le arterie del cuore, che è risultata normale.
Successivamente è stata iniziata una terapia con beta bloccanti, farmaci che aiutano a rallentare il battito cardiaco e migliorare la funzione del cuore.
Ulteriori considerazioni terapeutiche
Anche se la paziente stava migliorando, il battito cardiaco era ancora più alto del valore ottimale. Studi recenti indicano che mantenere il battito intorno a 60 battiti al minuto può portare a ulteriori benefici.
Per questo motivo si è valutata l’introduzione di un farmaco chiamato ivabradina, che aiuta a rallentare il battito cardiaco in modo sicuro, anche se la paziente sta già assumendo beta bloccanti.
In conclusione
La paziente ha presentato un caso di insufficienza cardiaca con accumulo di liquidi e battito cardiaco accelerato. Grazie a una terapia combinata di supporto respiratorio, farmaci per ridurre la pressione e i liquidi, e successivamente farmaci per migliorare la funzione cardiaca, la sua condizione è migliorata significativamente.
È importante continuare a monitorare e ottimizzare la terapia, anche intervenendo sul battito cardiaco, per garantire il miglior controllo possibile della malattia e migliorare la qualità di vita.