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Articolo per pazienti Pubblicato: 10/01/2011 Lettura: ~2 min

Quasi un quarto degli impianti di ICD non segue le linee guida

Fonte
Al-Khatib SM, Hellkamp A, Curtis J, et al. Non-evidence-based ICD implantations in the United States. JAMA 2011; 305:43-49.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dottoressa Giusy Santese Aggiornato il 08/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Uno studio recente ha mostrato che circa il 25% degli impianti di defibrillatori cardiaci impiantabili (ICD) non rispetta le raccomandazioni ufficiali. Questo può aumentare il rischio di complicazioni durante il ricovero ospedaliero. È importante capire meglio queste informazioni per garantire cure più sicure e appropriate.

Che cosa è stato studiato

Un registro nazionale americano chiamato National Cardiovascular Data Registry (NCDR) ha raccolto dati su oltre 111.000 impianti di ICD effettuati tra il 2006 e il 2009.

Lo studio ha valutato se questi impianti rispettassero le linee guida internazionali, cioè le raccomandazioni basate sulle migliori evidenze scientifiche disponibili, emesse da importanti società cardiologiche.

Cosa dicono le linee guida

  • L’ICD è indicato per pazienti con precedenti infarti e con una funzione del cuore ridotta (frazione di eiezione del ventricolo sinistro inferiore al 30-35%).
  • Non si raccomanda di impiantare l’ICD subito dopo un infarto o una nuova diagnosi di insufficienza cardiaca: bisogna aspettare almeno 40 giorni dall’infarto e 3 mesi dalla diagnosi.
  • Non è indicato impiantare un ICD in pazienti con insufficienza cardiaca molto grave (classe NYHA IV).

Risultati principali

Circa il 22,5% degli impianti non rispettava questi criteri. In particolare:

  • Molti impianti sono stati fatti troppo presto dopo l’infarto o la diagnosi di insufficienza cardiaca.
  • Alcuni pazienti con insufficienza cardiaca molto grave hanno ricevuto un ICD, anche se non raccomandato.

Questi impianti "non evidence-based" erano associati a un rischio più alto di:

  • Morte durante il ricovero ospedaliero (0,57% contro 0,18%).
  • Complicazioni dopo la procedura (3,23% contro 2,41%).

Variazioni tra i medici e i centri

La percentuale di impianti non conformi alle linee guida variava in base al tipo di specialista:

  • Più bassa tra gli elettrofisiologi (circa 21%).
  • Più alta tra i cardiologi non specializzati in elettrofisiologia (circa 25%).
  • Ancora più alta tra i chirurghi toracici (circa 36%).

Importanza dello studio

Questi dati indicano che c’è una grande opportunità per migliorare la sicurezza e l’efficacia degli impianti di ICD, soprattutto scegliendo con più attenzione i pazienti che ne possono davvero beneficiare.

In conclusione

Circa un quarto degli impianti di defibrillatori cardiaci non segue le linee guida internazionali, soprattutto per la tempistica e la gravità della malattia. Questo può aumentare il rischio di complicazioni e mortalità durante il ricovero. Migliorare la selezione dei pazienti è fondamentale per garantire cure più sicure e appropriate.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Giusy Santese

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