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Articolo per pazienti Pubblicato: 10/01/2011 Lettura: ~3 min

PFO: meglio chiudere il foro nel cuore o prendere farmaci?

Fonte
Fonte: STROKE 2010.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dottoressa Giusy Santese

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Abstract

Se hai avuto un ictus o un TIA e il tuo medico ha scoperto che hai un piccolo foro nel cuore chiamato PFO, probabilmente ti stai chiedendo quale sia la scelta migliore per prevenire altri episodi. Questo articolo ti spiega cosa dicono gli studi più recenti e ti aiuta a capire le opzioni disponibili.

Il forame ovale pervio (PFO) è un piccolo foro tra due camere del cuore che normalmente si chiude dopo la nascita. In alcune persone rimane aperto per tutta la vita. Questo può permettere a piccoli coaguli di sangue di passare dal lato destro al lato sinistro del cuore, aumentando il rischio di ictus (quando il sangue non arriva al cervello) o TIA (attacchi ischemici transitori, cioè episodi simili all'ictus ma temporanei).

💡 Cos'è il forame ovale pervio

Durante la gravidanza, tutti i bambini hanno questo piccolo foro nel cuore: serve per far circolare il sangue quando i polmoni non funzionano ancora. Dopo la nascita dovrebbe chiudersi, ma in circa 1 persona su 4 rimane aperto. Nella maggior parte dei casi non causa problemi, ma in alcuni può aumentare il rischio di ictus.

Le due opzioni di trattamento

Se hai avuto un ictus o un TIA e hai un PFO, il tuo medico può proporti due strade:

  • Chiusura transcatetere: una procedura che chiude il foro inserendo un piccolo dispositivo attraverso un catetere, senza aprire il petto
  • Terapia medica: assumere farmaci come aspirina o anticoagulanti per ridurre il rischio di coaguli

Cosa dicono gli studi recenti

La ricerca medica ha cercato di capire quale delle due opzioni sia migliore. Lo studio CLOSURE ha confrontato pazienti che hanno ricevuto la chiusura del PFO con farmaci (clopidogrel e aspirina) contro pazienti che hanno preso solo farmaci (aspirina e/o warfarin).

I risultati hanno mostrato che chiudere il PFO non ha offerto vantaggi significativi rispetto alla sola terapia medica nella prevenzione di nuovi ictus o TIA. Questo significa che, almeno in questo studio, i farmaci da soli sono stati efficaci quanto la procedura di chiusura.

⚠️ Ogni caso è diverso

Questi risultati non significano che la chiusura del PFO non sia mai utile. Ogni persona è diversa e il tuo medico valuterà la tua situazione specifica considerando:

  • La tua età e le tue condizioni di salute
  • Le caratteristiche del tuo PFO
  • I rischi e benefici di entrambe le opzioni
  • La tua capacità di assumere farmaci a lungo termine

Nuove ricerche in corso

La ricerca non si è fermata. Lo studio REDUCE sta approfondendo questa questione con alcune caratteristiche importanti:

  • Usa la risonanza magnetica del cervello per valutare meglio i risultati
  • Si concentra principalmente sulla prevenzione dell'ictus (più grave del TIA)
  • È uno studio internazionale, quindi i risultati potranno essere applicati in tutto il mondo
  • Nel gruppo che riceve solo farmaci non viene usato warfarin, un anticoagulante più potente

I ricercatori hanno confermato l'impegno a continuare questo studio, nonostante i risultati meno favorevoli dello studio CLOSURE.

✅ Domande da fare al tuo medico

Se hai un PFO e hai avuto un ictus o TIA, ecco alcune domande utili da porre al tuo specialista:

  • Quanto è grande il mio PFO e che caratteristiche ha?
  • Quali sono i pro e i contro della chiusura nel mio caso specifico?
  • Che tipo di farmaci dovrei prendere e per quanto tempo?
  • Ci sono altri fattori di rischio su cui posso lavorare?
  • Con che frequenza devo fare controlli?

In sintesi

La decisione di chiudere o meno il PFO dopo un ictus o TIA non ha ancora una risposta definitiva. Gli studi recenti suggeriscono che la terapia medica può essere efficace quanto la chiusura, ma ogni caso va valutato individualmente. Il tuo medico ti aiuterà a scegliere l'opzione migliore per la tua situazione specifica, considerando tutti i fattori coinvolti.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Giusy Santese
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