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Articolo per pazienti Pubblicato: 10/01/2011 Lettura: ~2 min

PFO: chiudere o non chiudere?

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Fonte: STROKE 2010.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dottoressa Giusy Santese Aggiornato il 08/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Il forame ovale pervio (PFO) è una piccola apertura nel cuore che può essere presente in alcune persone. In caso di ictus o attacchi ischemici transitori (TIA), si discute se sia meglio chiudere questa apertura o continuare con la sola terapia medica. Qui spieghiamo in modo semplice le informazioni più recenti su questo tema.

Che cos'è il PFO e perché è importante

Il forame ovale pervio (PFO) è un piccolo foro tra due camere del cuore che normalmente si chiude dopo la nascita. In alcune persone rimane aperto e può permettere a piccoli coaguli di passare dal sangue venoso a quello arterioso, aumentando il rischio di ictus o TIA.

La discussione sulla chiusura del PFO

Negli ultimi anni si è discusso molto se chiudere questo foro con una procedura chiamata chiusura transcatetere o se continuare solo con la terapia medica (farmaci come aspirina o anticoagulanti).

Dati recenti dal CLOSURE trial

  • Uno studio chiamato CLOSURE trial ha confrontato due gruppi di pazienti con PFO e storia di ictus o TIA.
  • Un gruppo ha ricevuto la chiusura del PFO insieme a farmaci antitrombotici (clopidogrel e aspirina).
  • L’altro gruppo ha ricevuto solo la terapia medica (aspirina e/o warfarin).
  • I risultati hanno mostrato che la chiusura del PFO non ha offerto vantaggi significativi rispetto alla sola terapia medica nella prevenzione di nuovi ictus o TIA.

Perché la questione non è ancora chiusa

Nonostante questi risultati, la ricerca continua con altri studi, come lo studio REDUCE. Questo studio ha alcune caratteristiche importanti:

  • Include esami di risonanza magnetica del cervello all'inizio e dopo 2 anni per valutare meglio i risultati.
  • Si concentra sulla prevenzione dell’ictus (più grave del TIA), rendendo i risultati più affidabili e utili per la salute pubblica.
  • Nel gruppo che riceve solo la terapia medica non è previsto l’uso di warfarin, un anticoagulante più potente.
  • È uno studio internazionale, quindi i risultati potranno essere applicati a livello mondiale.

Il comitato che guida lo studio REDUCE ha confermato l’impegno a proseguire la ricerca, nonostante i risultati meno favorevoli del CLOSURE trial.

In conclusione

La decisione di chiudere o meno il PFO in persone con ictus o TIA rimane un tema aperto. Studi recenti mostrano che la chiusura non è sempre migliore della sola terapia medica, ma nuove ricerche sono in corso per capire meglio quale sia la scelta più sicura ed efficace per prevenire nuovi eventi cerebrovascolari.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Giusy Santese

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