Che cosa significa avere una cardiopatia in età pediatrica
In Italia, circa 5.000 neonati ogni anno nascono con una forma moderata o grave di cardiopatia, cioè un problema al cuore. Questi bambini possono avere difficoltà non solo dal punto di vista del funzionamento del cuore, ma anche nella crescita e nelle relazioni sociali, soprattutto durante la scuola.
Il rischio di aritmie e morte improvvisa
Tra le complicazioni più gravi ci sono le aritmie, cioè alterazioni del ritmo cardiaco, che possono portare alla morte improvvisa. Questo rischio è presente sia nei neonati che nei bambini più grandi.
In particolare, la cardiomiopatia ipertrofica (una malattia in cui il muscolo del cuore è troppo spesso) è la causa più frequente di morte improvvisa durante l'infanzia. Il rischio è più alto tra gli 8 e i 16 anni rispetto ai giovani adulti.
Come si riconoscono i bambini a rischio
Alcuni segni aiutano a identificare i bambini più a rischio di morte improvvisa, tra cui:
- Valori elevati di voltaggio nelle registrazioni elettriche del cuore (elettrocardiogramma) oltre 10 mV
- Spessore della parete del cuore molto aumentato rispetto alla norma per l'età (oltre il 190%)
- Storia di svenimenti (sincope)
- Risposta bassa della pressione sanguigna durante l'esercizio
- Presenza di battiti cardiaci anomali chiamati tachicardia ventricolare non sostenuta
- Storia familiare di problemi simili
Trattamenti efficaci per ridurre il rischio
Tra i farmaci utilizzati, solo i beta bloccanti lipofilici (come propranololo, metoprololo e bisoprololo) hanno dimostrato di ridurre il rischio di morte improvvisa nei bambini con queste malattie cardiache.
In alcuni casi, si può aggiungere la disopiramide, un farmaco che aiuta soprattutto chi ha un'ostruzione al flusso del sangue nel cuore e non risponde bene ai beta bloccanti. Questo farmaco non aumenta il rischio di aritmie.
Altri farmaci, come i bloccanti dei canali del calcio, possono invece aumentare il rischio di morte in questi bambini e quindi dovrebbero essere evitati.
L'uso dell'amiodarone non è consigliato perché non protegge dalla morte improvvisa e può avere effetti collaterali importanti.
Un farmaco più recente, il dronedarone, non ha gli stessi effetti collaterali dell'amiodarone, ma sono stati segnalati problemi seri al fegato, quindi il suo uso è ancora da valutare con attenzione.
Altre opzioni: il defibrillatore interno
In alcuni casi, si può impiantare un defibrillatore interno, un dispositivo che aiuta a correggere le aritmie gravi. Tuttavia, nei bambini questo trattamento può causare effetti indesiderati frequenti, come scariche non necessarie, e non sempre protegge dalla morte improvvisa. Viene usato soprattutto quando il rischio è molto alto e dopo un episodio serio.
In conclusione
Le cardiopatie nei bambini possono comportare un rischio di morte improvvisa, soprattutto in presenza di alcuni segni specifici. I beta bloccanti lipofilici sono attualmente il trattamento più efficace per ridurre questo rischio. Altri farmaci e dispositivi possono essere utili in casi particolari, ma devono essere scelti con attenzione per evitare effetti indesiderati.