Controllo della frequenza cardiaca nella fibrillazione atriale permanente
Le Linee Guida americane hanno rivisto il modo di controllare la frequenza del battito cardiaco nei pazienti con fibrillazione atriale permanente. In passato, si puntava a mantenere la frequenza molto bassa, cioè meno di 80 battiti al minuto a riposo e meno di 110 dopo un breve esercizio (come camminare per 6 minuti). Ora, invece, si è visto che un controllo meno rigoroso della frequenza cardiaca non peggiora i risultati nei pazienti che hanno una buona funzione del cuore (contrazione superiore al 40%) e non mostrano sintomi legati all'aritmia.
Questa conclusione si basa principalmente sul studio RACE II, che ha coinvolto 614 pazienti con fibrillazione atriale permanente. Lo studio ha confrontato due gruppi: uno con controllo stretto della frequenza cardiaca e uno con controllo più rilassato. I risultati hanno mostrato che il gruppo con frequenza cardiaca più alta non ha avuto più eventi gravi come morte per problemi cardiaci, ictus, ricoveri o complicazioni rispetto al gruppo con controllo stretto. Inoltre, un approccio meno severo richiede meno visite mediche.
Uso del dronedarone nella fibrillazione atriale
Un altro aspetto importante riguarda il farmaco dronedarone, che è stato incluso nelle nuove raccomandazioni. Questo medicinale può aiutare a ridurre il rischio di morte e di nuovi ricoveri in pazienti con fibrillazione atriale che si presenta in modo intermittente (parossistica). Può essere iniziato anche fuori dall'ospedale, sotto controllo medico.
Tuttavia, il dronedarone non è raccomandato in pazienti con insufficienza cardiaca grave (classe IV secondo la classificazione NYHA) o in quelli che hanno avuto un peggioramento recente della funzione cardiaca, specialmente se la funzione del cuore è molto ridotta (meno del 35%).
Il dosaggio consigliato è di 400 mg due volte al giorno, da assumere durante i pasti.
Altri farmaci e considerazioni
Un farmaco importante, il dabigatran, non è ancora incluso nelle Linee Guida americane di questo aggiornamento perché al momento della loro stesura non era ancora approvato per l'uso nella fibrillazione atriale. Questo non significa che non sia utile, ma solo che le raccomandazioni si basano sulle evidenze disponibili fino a quel momento.
In conclusione
Le nuove Linee Guida americane suggeriscono un approccio più flessibile nel controllo della frequenza cardiaca nei pazienti con fibrillazione atriale permanente senza sintomi gravi. Il dronedarone è riconosciuto come un'opzione utile per alcuni pazienti, mentre altri farmaci come il dabigatran saranno probabilmente considerati in futuro. Queste indicazioni aiutano i medici a personalizzare meglio la cura, sempre nel rispetto della sicurezza e del benessere del paziente.