Che cosa è stato studiato
Lo studio ha coinvolto 757 pazienti che hanno subito un intervento di bypass coronarico programmato. Durante l'operazione, è stata usata preferibilmente l'arteria mammaria interna sinistra per collegare il vaso principale del cuore chiamato arteria discendente anteriore.
Per gli altri vasi del cuore, i medici hanno scelto casualmente tra due tipi di innesti:
- arteria radiale (un'arteria del braccio);
- vena safena (una vena della gamba).
Risultati principali
Dopo un anno dall'intervento, i ricercatori hanno controllato quanto bene i bypass erano ancora aperti e funzionanti, usando un esame chiamato angiografia coronarica.
I risultati hanno mostrato che:
- Il 89% dei bypass fatti con l'arteria radiale era ancora aperto.
- Il 89% dei bypass fatti con la vena safena era ancora aperto.
Queste percentuali sono praticamente uguali, indicando che entrambi i tipi di innesto funzionano bene.
Altri aspetti valutati
Lo studio ha anche osservato eventi importanti come:
- morte;
- infarto del miocardio (attacco di cuore);
- necessità di un nuovo intervento per migliorare il flusso sanguigno.
Non sono state trovate differenze significative tra i due gruppi in questi aspetti.
In conclusione
Questo studio ha dimostrato che, a un anno dall'intervento, sia l'arteria radiale che la vena safena sono efficaci per i bypass coronarici, senza differenze importanti nella loro apertura o negli eventi clinici più gravi. La scelta tra i due può quindi essere fatta considerando altri fattori specifici del paziente e dell'intervento.