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Articolo per pazienti Pubblicato: 27/01/2011 Lettura: ~2 min

BPAC: è meglio usare l'arteria radiale o la vena safena?

Fonte
JAMA. 2011;305(2):167-174.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dottoressa Annachiara Aldrovandi Aggiornato il 08/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Quando si esegue un intervento di bypass coronarico, è importante scegliere il vaso sanguigno più adatto per garantire il miglior risultato possibile. Uno studio ha confrontato due opzioni comuni: l'arteria radiale e la vena safena. Vediamo insieme cosa è emerso da questa ricerca.

Che cosa è stato studiato

Lo studio ha coinvolto 757 pazienti che hanno subito un intervento di bypass coronarico programmato. Durante l'operazione, è stata usata preferibilmente l'arteria mammaria interna sinistra per collegare il vaso principale del cuore chiamato arteria discendente anteriore.

Per gli altri vasi del cuore, i medici hanno scelto casualmente tra due tipi di innesti:

  • arteria radiale (un'arteria del braccio);
  • vena safena (una vena della gamba).

Risultati principali

Dopo un anno dall'intervento, i ricercatori hanno controllato quanto bene i bypass erano ancora aperti e funzionanti, usando un esame chiamato angiografia coronarica.

I risultati hanno mostrato che:

  • Il 89% dei bypass fatti con l'arteria radiale era ancora aperto.
  • Il 89% dei bypass fatti con la vena safena era ancora aperto.

Queste percentuali sono praticamente uguali, indicando che entrambi i tipi di innesto funzionano bene.

Altri aspetti valutati

Lo studio ha anche osservato eventi importanti come:

  • morte;
  • infarto del miocardio (attacco di cuore);
  • necessità di un nuovo intervento per migliorare il flusso sanguigno.

Non sono state trovate differenze significative tra i due gruppi in questi aspetti.

In conclusione

Questo studio ha dimostrato che, a un anno dall'intervento, sia l'arteria radiale che la vena safena sono efficaci per i bypass coronarici, senza differenze importanti nella loro apertura o negli eventi clinici più gravi. La scelta tra i due può quindi essere fatta considerando altri fattori specifici del paziente e dell'intervento.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Annachiara Aldrovandi

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