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Articolo per pazienti Pubblicato: 02/02/2011 Lettura: ~2 min

TNF-α, hs-CRP e spessore della parete carotidea aiutano a valutare il rischio cardiovascolare in pazienti con aterosclerosi

Fonte
Studio pubblicato su Atherosclerosis, volume 214, pagina 185-190, condotto da ricercatori della Jagiellonian University di Cracovia.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi Aggiornato il 08/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo studio mostra come alcuni esami del sangue e una misurazione ecografica possano aiutare a capire meglio il rischio di problemi cardiaci in persone con malattia delle arterie. Questi strumenti possono integrare le informazioni già note dai fattori di rischio tradizionali, offrendo una valutazione più precisa.

Che cosa è stato studiato

I ricercatori polacchi hanno esaminato 304 pazienti con malattia aterosclerotica, cioè un problema che causa l'indurimento e il restringimento delle arterie. Hanno valutato se alcune sostanze nel sangue e la misura dello spessore della parete interna delle arterie carotidi (chiamato spessore mio-intimale carotideo o IMT) potessero aiutare a prevedere meglio il rischio di eventi cardiovascolari come infarti o ictus.

Quali esami sono stati fatti

  • Misurazione di alcune proteine nel sangue chiamate biomarcatori: TNF-α, hs-CRP, TGF-β, interleuchine 6 e 10, e NT-proBNP.
  • Misurazione ecografica dello spessore della parete interna delle arterie carotidi (IMT).

Risultati principali

Durante circa 4 anni di osservazione, il 20% dei pazienti ha avuto eventi cardiovascolari come infarto, ictus o morte per problemi cardiaci.

Tra i fattori che aumentano il rischio indipendentemente dagli altri, sono stati identificati:

  • Età avanzata
  • Diabete
  • Colesterolo LDL elevato (oltre 3,35 mmol/L)
  • Precedenti infarti o ictus

Inoltre, aggiungendo i biomarcatori e la misura dell’IMT ai fattori tradizionali, si è visto che:

  • Un livello di TNF-α superiore a 6 pg/mL
  • Un livello di hs-CRP superiore a 6 mg/L
  • Uno spessore IMT superiore a 1,25 mm

sono associati a un rischio maggiore di eventi cardiovascolari.

Infine, il biomarcatore NT-proBNP è risultato utile per prevedere il rischio di morte per problemi cardiaci e di infarto.

In conclusione

Misurare i livelli di TNF-α, hs-CRP e lo spessore della parete delle arterie carotidi può aiutare a migliorare la valutazione del rischio di problemi cardiaci in persone con aterosclerosi. Questi esami, insieme ai fattori di rischio tradizionali, offrono un quadro più completo per capire chi è più a rischio di eventi come infarto o ictus.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi

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