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Articolo per pazienti Pubblicato: 13/12/2023 Lettura: ~3 min

L’ALBA DI UNA NUOVA ERA?

Fonte
Studio Target-HTN presentato al congresso Hypertension Scientific Session 2023, Boston, settembre 2023

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Francesco Gentile Aggiornato il 01/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1298 Sezione: 2

Introduzione

L’ipertensione arteriosa è una condizione molto comune che aumenta il rischio di malattie del cuore e del cervello. Recentemente, è stato presentato uno studio importante che ha testato un nuovo trattamento mirato a ridurre un ormone chiamato aldosterone, coinvolto nell’aumento della pressione. Questo approccio potrebbe rappresentare un passo avanti nel controllo dell’ipertensione, soprattutto in persone con difficoltà a gestire la pressione alta con i farmaci attuali.

Che cos’è l’ipertensione e come si cura oggi

L’ipertensione arteriosa è una condizione in cui la pressione del sangue nelle arterie è troppo alta. È molto diffusa nel mondo e aumenta il rischio di problemi al cuore e al cervello. Per curarla si usano diversi tipi di farmaci, come:

  • ACE-inibitori e sartani, che agiscono su sostanze che regolano la pressione;
  • calcio antagonisti, che aiutano a rilassare i vasi sanguigni;
  • diuretici, che favoriscono l’eliminazione di acqua e sale dal corpo.

Altri farmaci sono usati meno spesso e solo in casi particolari.

Il ruolo dell’aldosterone nell’ipertensione

L’aldosterone è un ormone prodotto dalle ghiandole surrenali che controlla il bilancio di sodio e potassio nel corpo. Influenzando questi sali, l’aldosterone può aumentare la pressione del sangue. Inoltre, può causare cambiamenti nei vasi sanguigni e nel cuore, peggiorando l’ipertensione.

Attualmente, i farmaci che bloccano gli effetti dell’aldosterone sono usati solo in casi specifici perché hanno un effetto limitato e possono causare effetti collaterali, come un aumento del potassio nel sangue o problemi sessuali.

Nuove terapie: inibire la produzione di aldosterone

Dato il ruolo importante dell’aldosterone, sono stati sviluppati nuovi farmaci che agiscono direttamente sulla sua produzione. Due di questi sono il lorundrostat e il baxdrostat. Questi farmaci bloccano l’enzima che produce aldosterone nelle ghiandole surrenali.

Lo studio Target-HTN

Durante il congresso Hypertension Scientific Session 2023, sono stati presentati i risultati di uno studio chiamato Target-HTN, che ha valutato l’efficacia e la sicurezza del lorundrostat in pazienti con ipertensione non ben controllata.

Lo studio ha coinvolto 200 persone, con un’età media di 66 anni, molte delle quali già assumevano almeno due farmaci per l’ipertensione. Alcuni erano anche obesi o diabetici.

Risultati principali

  • Dopo 8 settimane di trattamento, il lorundrostat ha ridotto la pressione arteriosa di circa 7-14 mmHg a seconda della dose e della modalità di assunzione.
  • La riduzione media con dosi di 50 mg o 100 mg al giorno è stata di circa 8-10 mmHg in più rispetto al placebo.
  • L’effetto è stato più evidente nelle persone obese.
  • Il farmaco è risultato generalmente sicuro: pochi pazienti hanno avuto un aumento del potassio nel sangue, che è stato gestito facilmente modificando la dose o interrompendo il farmaco.

Perché questi risultati sono importanti

L’aldosterone è coinvolto non solo nell’ipertensione, ma anche in altre condizioni come l’obesità, la sindrome metabolica, la malattia renale cronica e l’insufficienza cardiaca. Un farmaco che ne riduce la produzione potrebbe quindi avere benefici più ampi.

I risultati dello studio Target-HTN sono un passo avanti per sviluppare nuove terapie più efficaci e sicure per chi ha difficoltà a controllare la pressione alta con i trattamenti attuali.

In conclusione

Un nuovo farmaco chiamato lorundrostat, che inibisce la produzione dell’aldosterone, ha dimostrato di ridurre efficacemente la pressione arteriosa in persone con ipertensione difficile da controllare. Questo trattamento è risultato sicuro e promette di aprire la strada a ulteriori ricerche per migliorare la cura dell’ipertensione e di altre malattie legate all’aldosterone.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Francesco Gentile

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