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Articolo per pazienti Pubblicato: 15/02/2011 Lettura: ~2 min

L'influenza della dimensione delle cicatrici cardiache sui risultati della terapia di resincronizzazione cardiaca

Fonte
European Heart Journal Volume 32, Issue 1, Pp. 93-103.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dottoressa Ilaria Ferrari Aggiornato il 08/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega come la dimensione delle cicatrici nel cuore possa influenzare i risultati di un trattamento chiamato terapia di resincronizzazione cardiaca (CRT), usato per alcuni pazienti con insufficienza cardiaca. L'obiettivo è comprendere meglio quali fattori possono migliorare la risposta a questa terapia.

Che cosa è stato studiato

Lo studio ha coinvolto 620 pazienti con insufficienza cardiaca avanzata, caratterizzata da una ridotta capacità del cuore di pompare sangue (frazione di eiezione del ventricolo sinistro ≤ 35%) e un rallentamento nella conduzione elettrica del cuore (durata del QRS ≥ 120 ms). Questi pazienti erano candidati a ricevere la terapia di resincronizzazione cardiaca (CRT), un trattamento che aiuta il cuore a battere in modo più coordinato.

Tra questi, 190 pazienti avevano una cardiomiopatia ischemica (danno al muscolo cardiaco dovuto a problemi di circolazione sanguigna) e sono stati valutati con un esame specifico che misura l'area delle cicatrici nel cuore usando un tipo di imaging chiamato perfusione miocardica Tl-201. Questo esame divide il cuore in 17 parti e assegna un punteggio (SRS) da 0 (normale) a 4 (assenza di assorbimento, cioè tessuto cicatriziale).

Gruppi di confronto

  • Pazienti con cardiomiopatia ischemica (ICM)
  • Pazienti senza cardiomiopatia ischemica (NICM)
  • Pazienti sottoposti a CRT ma con insuccesso nell'impianto del dispositivo sul ventricolo sinistro

Risultati principali

  • Dopo circa 2 anni, i pazienti con cardiomiopatia ischemica avevano una sopravvivenza peggiore e un minore miglioramento della funzione cardiaca rispetto ai pazienti senza questa condizione.
  • Tra i pazienti con cardiomiopatia ischemica, quelli con una piccola area di cicatrice (SRS < 27) avevano una sopravvivenza migliore e un miglioramento della funzione cardiaca simile a chi non aveva cicatrici.
  • Al contrario, chi aveva una grande area di cicatrice (SRS ≥ 27) mostrava una sopravvivenza ridotta e nessun miglioramento della funzione del cuore, risultati simili a quelli dei pazienti in cui l'impianto della CRT non era riuscito.
  • La presenza di dissincronia cardiaca (mancanza di coordinazione nel battito) all'inizio non era utile per prevedere l'andamento clinico dei pazienti.

In conclusione

La dimensione delle cicatrici nel cuore, soprattutto in presenza di cardiopatia ischemica, è un fattore importante che influenza i risultati della terapia di resincronizzazione cardiaca. Pazienti con cicatrici estese tendono ad avere una risposta meno favorevole a questo trattamento.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Ilaria Ferrari

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