Che cosa cambia nella valutazione del rischio
Le nuove linee guida abbassano la soglia per considerare una donna ad alto rischio cardiovascolare. Prima, si parlava di rischio superiore al 20% di morire per un attacco di cuore nei prossimi 10 anni. Ora, si considera alto rischio chi ha un rischio superiore al 10% di morire per qualsiasi evento cardiovascolare (come infarto o ictus) nei prossimi 10 anni.
Questo cambiamento è stato fatto per due motivi principali:
- Gli strumenti usati per valutare il rischio tendono a sottostimare il rischio nelle donne.
- Le donne hanno una maggiore probabilità di avere un ictus rispetto agli uomini, quindi è importante includere questo evento nella valutazione.
Complicanze in gravidanza come fattori di rischio
Un altro punto importante è che alcune complicanze durante la gravidanza indicano un aumento del rischio di malattie cardiovascolari in futuro. Tra queste troviamo:
- Preeclampsia (una condizione con alta pressione durante la gravidanza)
- Diabete gestazionale (diabete che si sviluppa durante la gravidanza)
- La nascita di un bambino pretermine (prima del termine)
- La nascita di un bambino piccolo per l'età gestazionale (più piccolo del previsto per il tempo di gravidanza)
- Sanguinamento nel terzo trimestre di gravidanza
Questi eventi aiutano i medici a identificare le donne che potrebbero beneficiare di una prevenzione più attenta e di un controllo migliore dei fattori di rischio.
Modifiche nelle raccomandazioni terapeutiche
Le linee guida hanno anche reso meno rigide alcune raccomandazioni precedenti:
- L'uso dell'aspirina nelle donne con diabete non è più una raccomandazione forte, perché i benefici non sono così chiari come in chi ha già malattie cardiovascolari.
- Il controllo molto stretto della glicemia (con valori di HbA1c sotto 7%) nel diabete è ora meno raccomandato, poiché un controllo troppo aggressivo potrebbe avere effetti negativi in alcune donne.
- L'uso delle statine (farmaci per abbassare il colesterolo) in prevenzione primaria per donne senza colesterolo alto ma con infiammazione (misurata con un marcatore chiamato PCR) è considerato meno urgente, perché i benefici assoluti sono piccoli e gli effetti collaterali o i costi potrebbero superare i vantaggi.
In conclusione
Le nuove linee guida AHA per la prevenzione delle malattie cardiovascolari nelle donne abbassano la soglia per definire alto rischio e riconoscono l'importanza delle complicanze in gravidanza come segnali di rischio futuro. Inoltre, alcune raccomandazioni terapeutiche sono state rese più flessibili per adattarsi meglio alle esigenze individuali. Questi cambiamenti aiutano a identificare e proteggere meglio la salute cardiovascolare delle donne.