Che cosa è stato studiato
Lo studio ha coinvolto 60 persone con ipertensione arteriosa (pressione alta) ma con una funzione del cuore ancora normale e senza problemi alle coronarie (i vasi sanguigni del cuore). Questi pazienti sono stati divisi in due gruppi: uno ha ricevuto nebivololo e l'altro metoprololo, entrambi farmaci per abbassare la pressione.
Come è stato valutato l'effetto dei farmaci
Per capire come i farmaci influenzassero il cuore, sono stati fatti esami ecocardiografici, cioè ecografie del cuore, che misurano:
- La funzione del ventricolo sinistro, la parte del cuore che pompa il sangue al corpo.
- Parametri specifici chiamati Doppler e Tissue Doppler, che aiutano a valutare come il cuore si muove e si riempie di sangue.
Questi esami sono stati fatti all'inizio dello studio e dopo 6 mesi di trattamento, anche durante uno stress controllato con un farmaco chiamato dobutamina.
Risultati principali
- La pressione arteriosa sistolica e diastolica (i due valori della pressione) e la frequenza cardiaca a riposo sono diminuite in entrambi i gruppi, ma in modo leggermente più marcato con il nebivololo.
- Un parametro chiamato velocità E al Doppler transmitralico, che indica quanto bene il cuore si riempie di sangue, è aumentato del 16% con nebivololo, un miglioramento significativo, mentre con metoprololo l'aumento del 9% non è stato significativo.
- La frazione di eiezione, cioè la capacità del cuore di pompare il sangue, è migliorata del 5% con nebivololo, mentre non è cambiata con metoprololo.
In conclusione
Lo studio mostra che, in persone con pressione alta e cuore ancora normale, il nebivololo può migliorare meglio alcuni aspetti della funzione del cuore rispetto al metoprololo, oltre a ridurre la pressione e la frequenza cardiaca.