Chi è la paziente e cosa è successo
La signora V.S., 65 anni, in trattamento per l'ipertensione da circa 5 anni, ha sempre mostrato alterazioni nel suo ECG, cioè nel tracciato elettrico del cuore. Queste alterazioni riguardano la ripolarizzazione, una fase del battito cardiaco che si vede nell'ECG.
Per capire meglio, le sono stati fatti diversi esami:
- Test da sforzo (ergometrico), risultato negativo.
- Scintigrafia miocardica, che valuta il flusso di sangue al cuore, nei limiti della norma.
- Ecocardiogramma transtoracico (TT), un'ecografia del cuore, sostanzialmente normale.
Quando ha iniziato ad avere dolori al petto (toracoalgie), è stata fatta una coronarografia, cioè un esame invasivo per vedere le arterie del cuore, che ha mostrato un cuore senza problemi alle coronarie.
La diagnosi finale è stata:
- Dolori al petto non specifici (non dovuti a problemi coronarici).
- Cuore iperteso (cardiopatia ipertensiva).
- Colesterolo alterato (dislipidemia).
- Ansia e depressione.
La terapia prescritta comprende un diuretico tiazidico (per abbassare la pressione), una statina (per il colesterolo), un calcio-antagonista diidropiridinico (per la pressione) e benzodiazepine (per l'ansia).
La visita cardiologica più recente
- La pressione arteriosa è ben controllata (130/80 mmHg).
- Il ritmo cardiaco è regolare (ritmo sinusale) con frequenza di 65 battiti al minuto.
- Le alterazioni della ripolarizzazione all'ECG sono ancora presenti e marcate, ma stabili rispetto agli esami precedenti.
- Sono stati prescritti esami del sangue per controllare proteine infiammatorie, funzione renale, tiroidea, colesterolo e presenza di proteine nelle urine.
Possibili approcci e decisioni
Di fronte a queste alterazioni stabili e alla buona pressione, alcune opzioni sono:
- Non fare nulla di nuovo, dato che la pressione è controllata e la coronarografia è normale. Potrebbe trattarsi di effetti dell'ansia.
- Approfondire con nuovi esami, come un nuovo ecocardiogramma e un'ecografia dei vasi del collo (TSA), per escludere altre condizioni.
Risultati degli esami recenti
- Esami del sangue: colesterolo totale leggermente alto (214 mg/dL) ma buona HDL (colesterolo "buono"), nessuna proteina nelle urine, funzione renale e tiroidea normali.
- Ecografia dei vasi del collo: nessuna placca o ispessimento anomalo.
- Nuovo ecocardiogramma: ventricolo sinistro (la parte principale del cuore) di dimensioni e funzione normali, ma con un ispessimento anomalo (ipertrofia) concentrato nella parte apicale (la punta del cuore), con uno spessore massimo di 17 mm. L'apice mostra un movimento ridotto (acinesia o discinesia).
Diagnosi approfondita
Questi risultati fanno pensare a una cardiomiopatia ipertrofica variante apicale, una condizione in cui la parete del cuore si ispessisce in modo anomalo, soprattutto nella punta.
Per confermare, è stata fatta una risonanza magnetica cardiaca (angio-RM), che ha mostrato un ispessimento ancora più marcato (18 mm) all'apice, confermando la diagnosi.
Implicazioni per la terapia
Considerando la nuova diagnosi e i sintomi di palpitazioni aritmiche (battiti irregolari), è importante rivedere la terapia:
- Il calcio-antagonista diidropiridinico non è il farmaco più indicato in questa situazione.
- Si consiglia di sostituirlo con un beta-bloccante, che aiuta a controllare sia la pressione che le aritmie.
Screening familiare
Dato che la cardiomiopatia ipertrofica può essere ereditaria, è utile consigliare uno screening anche ai familiari della paziente.
In conclusione
In una donna ipertesa con alterazioni stabili all'ECG, è importante non sottovalutare cambiamenti significativi come l'ipertrofia apicale del cuore. Anche se la pressione è ben controllata e gli esami precedenti erano normali, un approfondimento con ecocardiogramma e risonanza magnetica può rivelare condizioni importanti come la cardiomiopatia ipertrofica variante apicale. Questo richiede una revisione della terapia e un controllo attento, compreso lo screening familiare.