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Articolo per pazienti Pubblicato: 04/03/2011 Lettura: ~4 min

Fibrillazione atriale: anticoagulazione o chiusura dell’auricola sinistra?

Fonte
Massimiliano Scappaticci, Azienda Ospedaliera S. Camillo-Forlanini - Roma

Aggiornato il 08/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1029 Sezione: 2

Introduzione

La fibrillazione atriale è un disturbo del ritmo cardiaco molto comune, soprattutto nelle persone anziane. Questo problema può aumentare il rischio di ictus, un evento che può avere conseguenze gravi. Esistono diverse strategie per ridurre questo rischio, tra cui l’uso di farmaci anticoagulanti o interventi specifici sul cuore. In questo testo spieghiamo in modo semplice le opzioni disponibili e a chi possono essere rivolte.

Che cos’è la fibrillazione atriale e perché è importante

La fibrillazione atriale (FA) è un tipo di battito cardiaco irregolare molto frequente negli adulti. Colpisce circa il 2% delle persone tra i 50 e i 60 anni e arriva fino al 10% negli over 80. Questo disturbo aumenta il rischio di ictus ischemico, cioè un blocco del flusso di sangue al cervello. Il rischio cresce con l’età: dal 5% negli adulti intorno ai 50-60 anni fino al 35% negli anziani sopra gli 80 anni.

L’ictus causato dalla FA può essere molto grave, con un terzo dei casi che può risultare fatale e oltre un quarto che porta a problemi neurologici importanti.

Chi deve fare la terapia anticoagulante

Con l’invecchiamento della popolazione, è sempre più importante identificare chi ha bisogno di una terapia per prevenire l’ictus. Le linee guida mediche usano un sistema a punti chiamato CHA2DS2-VA-Sc score per valutare il rischio di ictus e decidere chi deve assumere farmaci anticoagulanti.

La terapia anticoagulante orale (TAO)

La terapia anticoagulante orale, in particolare con farmaci chiamati antagonisti della vitamina K (VKA), è stata dimostrata efficace nel ridurre il rischio di ictus rispetto a farmaci antiaggreganti come l’aspirina. Per esempio, i VKA riducono il rischio di ictus del 38% rispetto all’aspirina.

Tuttavia, questi farmaci possono aumentare il rischio di sanguinamenti, specialmente nel cervello e in altre parti del corpo. Questo rischio è più alto nelle fasi iniziali del trattamento e nelle persone anziane.

Inoltre, circa la metà dei pazienti con indicazione a questi farmaci può avere difficoltà a prenderli, per esempio a causa di problemi di salute come insufficienza epatica o renale, ulcere, pressione alta non controllata o altre condizioni che aumentano il rischio di sanguinamento.

È importante anche considerare le interazioni con altri farmaci e la necessità di controlli regolari del sangue (INR) per mantenere la dose giusta. Questi fattori possono rendere difficile seguire correttamente la terapia, e circa il 38% dei pazienti interrompe il trattamento ogni anno.

Per superare alcune di queste difficoltà, sono stati sviluppati nuovi farmaci anticoagulanti chiamati inibitori diretti della trombina (come dabigatran e apixaban), che offrono un effetto più stabile e non richiedono controlli frequenti.

La chiusura percutanea dell’auricola sinistra

Il cuore ha una piccola sacca chiamata auricola sinistra, dove si formano nella maggior parte dei casi i coaguli di sangue che possono causare ictus nelle persone con FA.

Per questo motivo, è stata sviluppata una procedura chiamata chiusura percutanea dell’auricola sinistra, che consiste nell’inserire un piccolo dispositivo attraverso i vasi sanguigni per chiudere questa sacca e prevenire la formazione di coaguli.

Il primo dispositivo usato è stato il PLAATO, che ha dimostrato di ridurre il rischio di ictus nei pazienti che non potevano assumere anticoagulanti. Oggi si usano principalmente due dispositivi:

  • WATCHMAN: una rete che si ancora alla parete dell’auricola e impedisce la formazione di coaguli.
  • Amplatzer cardiac plug (ACP): un dispositivo formato da una rete e una membrana che chiude completamente l’apertura dell’auricola.

La procedura si esegue con un catetere inserito nel cuore attraverso una vena, guidata da ecografie e raggi X.

Prima dell’intervento, un’ecografia speciale (transesofagea) serve a valutare la forma dell’auricola e a escludere la presenza di coaguli, che rappresenterebbero una controindicazione.

Studi hanno mostrato che la chiusura dell’auricola è sicura ed efficace nel ridurre il rischio di ictus, soprattutto nei pazienti che non possono assumere anticoagulanti o che hanno difficoltà a mantenere un controllo adeguato della terapia farmacologica.

Come ogni procedura, può avere complicanze, anche se rare, come spostamento del dispositivo o infezioni.

In conclusione

La fibrillazione atriale aumenta il rischio di ictus, soprattutto negli anziani. La terapia anticoagulante è la strategia principale per prevenire questi eventi, ma non è adatta a tutti. La chiusura percutanea dell’auricola sinistra è un’alternativa valida e sicura per chi non può assumere anticoagulanti o ha difficoltà a gestirli, offrendo una buona protezione contro l’ictus.

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