Che cosa è stato studiato
Uno studio condotto in Norvegia ha analizzato più di un milione di persone, di cui circa 34.000 con fibrillazione atriale e un rischio intermedio di ictus (punteggio CHA2DS2-VASc pari a 1). I ricercatori hanno osservato per diversi anni chi assumeva farmaci anticoagulanti orali (OAC) e chi no, per capire il rischio di ictus e di sanguinamento.
Risultati principali
- Tra chi aveva la fibrillazione atriale e prendeva anticoagulanti, il rischio di ictus ischemico era dello 0,51% all'anno.
- Chi non prendeva anticoagulanti aveva un rischio di ictus doppio, cioè 1,05% all'anno.
- Il rischio di sanguinamento grave, come l'emorragia nel cervello, era leggermente più alto in chi assumeva anticoagulanti (0,28% all'anno) rispetto a chi non li assumeva (0,19% all'anno), ma questa differenza non era molto marcata.
- Nel complesso, l'uso di anticoagulanti era associato a un rischio più basso di eventi gravi combinati, cioè ictus, sanguinamento importante e morte.
- Le persone con fibrillazione atriale non trattate avevano un rischio di ictus più alto rispetto a chi non aveva la fibrillazione atriale, anche se avevano lo stesso profilo di rischio.
Cosa significa tutto questo
Per chi ha fibrillazione atriale e un rischio intermedio di ictus, l'uso di anticoagulanti può ridurre in modo significativo la possibilità di avere un ictus. Anche se c'è un leggero aumento del rischio di sanguinamento, il beneficio complessivo sembra essere positivo.
In conclusione
In persone con fibrillazione atriale e un rischio moderato di ictus, la terapia anticoagulante orale può aiutare a prevenire l'ictus riducendo il rischio complessivo di eventi gravi. È importante valutare con il proprio medico la situazione personale per decidere il trattamento più adatto.