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Articolo per pazienti Pubblicato: 14/03/2011 Lettura: ~2 min

Studio ACTIVE I: irbesartan non riduce il rischio di eventi cardiovascolari in pazienti con fibrillazione atriale

Fonte
N Engl J Med 2011; 364:928-938.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dottoressa Ilaria Ferrari Aggiornato il 08/02/2026

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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La fibrillazione atriale è una condizione che aumenta il rischio di problemi al cuore e al sistema circolatorio. Lo studio ACTIVE I ha esaminato se il farmaco irbesartan potesse aiutare a prevenire questi eventi in persone con questa condizione. I risultati mostrano che irbesartan non ha portato benefici significativi in questo senso.

Che cos'è lo studio ACTIVE I

Lo studio ha coinvolto 9.016 pazienti con fibrillazione atriale, una condizione in cui il cuore batte in modo irregolare. Questi pazienti avevano anche fattori di rischio per l'ictus e una pressione arteriosa sistolica di almeno 110 mmHg.

Come è stato condotto lo studio

  • I partecipanti sono stati divisi in due gruppi: uno ha ricevuto irbesartan (300 mg al giorno), l'altro un placebo (una pillola senza principio attivo).
  • Lo studio è stato fatto in modo che né i pazienti né i medici sapessero chi riceveva il farmaco o il placebo, per garantire risultati imparziali.
  • Oltre a questo, i pazienti partecipavano anche a studi su altri farmaci per il cuore, come aspirina e clopidogrel o anticoagulanti.

Quali erano gli obiettivi dello studio

  • Obiettivo principale: verificare se irbesartan riduceva l'incidenza di ictus, infarto o morte per cause cardiovascolari.
  • Obiettivo secondario: includere anche le ospedalizzazioni per scompenso cardiaco.

Risultati principali

  • La pressione arteriosa è diminuita leggermente di più nel gruppo che ha preso irbesartan rispetto al placebo (circa 3 mmHg in più per la pressione sistolica e 2 mmHg per la diastolica).
  • Non c'è stata una differenza significativa nel numero di eventi cardiovascolari tra i due gruppi: circa il 5,4% all'anno in entrambi.
  • Le ospedalizzazioni per scompenso cardiaco sono state leggermente meno frequenti nel gruppo irbesartan (2,7% vs 3,2% all'anno), ma senza un beneficio chiaro per la prevenzione della fibrillazione atriale stessa.
  • Più pazienti nel gruppo irbesartan hanno avuto effetti collaterali come pressione bassa con sintomi (ipotensione) e problemi ai reni rispetto al gruppo placebo.

Effetti collaterali osservati

  • Ipotesione sintomatica: 127 pazienti con irbesartan contro 64 con placebo.
  • Disfunzione renale: 43 pazienti con irbesartan contro 24 con placebo.

In conclusione

Lo studio ACTIVE I ha mostrato che l'uso di irbesartan in pazienti con fibrillazione atriale non riduce il rischio di ictus, infarto o morte per cause cardiovascolari. Sebbene il farmaco abbassi leggermente la pressione arteriosa, non porta a un miglioramento significativo nella prevenzione di questi eventi. Inoltre, può causare alcuni effetti collaterali come pressione bassa e problemi renali.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Ilaria Ferrari

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