Che cosa è stato studiato
Un gruppo di ricercatori ha esaminato 807 pazienti con problemi cardiaci. Di questi, 408 hanno ricevuto ivabradina e 399 un placebo, cioè una sostanza senza principio attivo. La maggior parte (il 93%) assumeva anche beta bloccanti, un altro tipo di farmaco per il cuore.
Come è stato monitorato il cuore
I pazienti sono stati sottoposti a un monitoraggio continuo del cuore chiamato ECG-Holter per 24 ore, fatto all'inizio dello studio, dopo 1 mese e dopo 6 mesi. Questo controllo permette di registrare la frequenza cardiaca durante tutta la giornata e la notte.
Risultati principali
- L'ivabradina ha ridotto significativamente la frequenza cardiaca rispetto al placebo.
- Nel gruppo con ivabradina, più persone avevano una frequenza cardiaca molto bassa (<50 battiti al minuto), sia durante il giorno che durante il sonno.
- Nonostante la frequenza cardiaca più bassa, non sono aumentati gli episodi gravi o i problemi di ritmo cardiaco.
- Non ci sono state differenze significative tra i due gruppi riguardo a disturbi nella conduzione del segnale elettrico del cuore.
Che cosa significa
Questo studio mostra che l'ivabradina può abbassare la frequenza cardiaca in modo sicuro anche in persone che assumono altri farmaci per il cuore. Una frequenza cardiaca più bassa non ha causato problemi seri o complicazioni nel ritmo del cuore.
In conclusione
L'ivabradina è efficace nel ridurre la frequenza cardiaca in pazienti con malattia coronarica che assumono beta bloccanti. Questo abbassamento non ha portato a un aumento di eventi cardiaci gravi o disturbi del ritmo, confermando la sicurezza del farmaco nel contesto studiato.