Che cosa è stato studiato
Un gruppo di ricercatori del Northwestern University Medical Center di Chicago ha esaminato oltre 600.000 interventi chirurgici alle valvole cardiache eseguiti tra il 1993 e il 2007 in Nord America. Sono stati considerati diversi tipi di interventi:
- Interventi su singole valvole: aorta, mitrale e tricuspide.
- Interventi combinati su due o più valvole.
- Interventi con bypass aorto-coronarico associato.
Gli interventi sulla valvola polmonare non sono stati inclusi.
Caratteristiche dei pazienti e rischi
I ricercatori hanno analizzato le caratteristiche di base dei pazienti e hanno corretto i risultati tenendo conto delle differenze tra i gruppi. Nel tempo, i pazienti sottoposti a intervento avevano un rischio pre-operatorio più alto, cioè erano generalmente più fragili o con condizioni più complesse.
Risultati principali
- L'89% degli interventi riguardava una singola valvola, mentre l'11% più valvole contemporaneamente.
- La mortalità operatoria (cioè il rischio di morte legato all'intervento) era più alta negli interventi su più valvole.
- Nonostante questo, la mortalità è diminuita significativamente nel corso dei 15 anni, indicando un miglioramento nelle tecniche e nelle cure.
- Il tasso complessivo di mortalità e complicanze gravi non è migliorato, principalmente a causa di un aumento delle complicanze polmonari e infettive.
Cause di morte e complicanze
Nel complesso, più della metà delle morti era dovuta a problemi cardiaci, mentre una parte significativa era legata a problemi polmonari o infezioni.
- Le morti per cause cardiache sono diminuite del 16% nel tempo.
- Le morti e le complicanze di origine polmonare sono invece aumentate rispettivamente del 78% e del 39%.
In conclusione
Negli ultimi 15 anni la chirurgia delle valvole cardiache in Nord America ha visto una riduzione della mortalità legata all'intervento, soprattutto per quanto riguarda le cause cardiache. Tuttavia, le complicanze polmonari e infettive sono aumentate, limitando il miglioramento complessivo della salute dopo l'intervento. Questi dati evidenziano l'importanza di continuare a lavorare per ridurre queste complicanze e migliorare ulteriormente i risultati per i pazienti.