Che cosa è stato studiato
Gli esperti hanno analizzato i dati raccolti tra il 2001 e il 2009 riguardo a diverse procedure per il cuore, in particolare:
- Le angiografie coronariche, esami che mostrano i vasi sanguigni del cuore.
- Gli interventi coronarici percutanei (PCI), che sono procedure per aprire i vasi sanguigni ostruiti senza chirurgia aperta.
- Le ecografie intravascolari (IVUS), un tipo di ecografia che permette di vedere l’interno dei vasi sanguigni.
- La valutazione della riserva coronarica, un esame per capire quanto bene il cuore riceve sangue.
- Gli interventi chirurgici di bypass aorto-coronarico (CABG), un tipo di operazione per creare un nuovo percorso al sangue intorno a un vaso ostruito.
Cosa è emerso
Durante questi anni, sono cambiate le abitudini nell’uso di questi trattamenti:
- Dal 2001 al 2004, gli interventi per aprire i vasi sanguigni (PCI) sono aumentati leggermente, circa l’1,3% all’anno per ogni 1000 persone assistite.
- Dal 2004 al 2009, invece, questi interventi sono diminuiti in media del 2,5% ogni anno.
- Le angiografie, cioè gli esami per vedere i vasi, hanno seguito una tendenza simile, aumentando all’inizio e poi diminuendo.
- Al contrario, l’uso delle ecografie intravascolari (IVUS) e degli esami per valutare la riserva coronarica è aumentato costantemente durante tutto il periodo.
- La chirurgia di bypass coronarico (CABG) è diminuita in media del 5% all’anno.
Perché è importante
Questi dati mostrano come le tecniche per curare i problemi al cuore si sono evolute nel tempo, con un uso crescente di esami più precisi e meno interventi chirurgici invasivi.
In conclusione
Tra il 2001 e il 2009 negli Stati Uniti, gli interventi per aprire i vasi sanguigni del cuore sono aumentati all’inizio ma poi sono diminuiti, mentre gli esami più dettagliati e meno invasivi sono stati usati sempre di più. Nel frattempo, la chirurgia tradizionale è diventata meno frequente.