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Articolo per pazienti Pubblicato: 22/03/2011 Lettura: ~2 min

Beta bloccanti e mortalità a 30 giorni nei pazienti in terapia intensiva

Fonte
Crit Care. 2011 Mar 7;15(2):R87. [Epubahead of print].

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Prof. Claudio Ferri Aggiornato il 08/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 940 Sezione: 17

Introduzione

Uno studio ha esaminato se l'uso di farmaci chiamati beta bloccanti, già iniziato prima del ricovero, può influenzare la sopravvivenza dei pazienti adulti in terapia intensiva. I risultati mostrano un possibile effetto protettivo di questi farmaci, specialmente quelli selettivi, nel ridurre il rischio di morte entro 30 giorni dal ricovero.

Che cosa sono i beta bloccanti

I beta bloccanti sono farmaci che agiscono sul cuore e sul sistema circolatorio, aiutando a controllare la pressione e il battito cardiaco. Vengono usati per diverse condizioni, come problemi cardiaci o pressione alta.

Lo studio e i suoi risultati principali

Lo studio ha coinvolto 8.087 pazienti adulti di età superiore ai 45 anni, ricoverati in terapia intensiva tra il 1999 e il 2005. Tra questi, 1.556 pazienti (circa il 19%) erano già in trattamento con beta bloccanti al momento del ricovero.

  • La mortalità a 30 giorni nei pazienti con terapia beta bloccante pre-esistente era del 25,7%, rispetto al 31,4% di chi non li assumeva.
  • Questo significa che chi già prendeva beta bloccanti aveva una probabilità più bassa di morire entro 30 giorni, con un odds ratio (una misura statistica del rischio) di 0,74, che indica un beneficio.
  • Il beneficio era presente sia nei pazienti ricoverati per motivi medici sia per motivi chirurgici, risultando leggermente maggiore in questi ultimi (odds ratio 0,69).

Beta bloccanti selettivi vs non selettivi

Non tutti i beta bloccanti hanno mostrato lo stesso effetto:

  • I beta bloccanti selettivi (che agiscono in modo più mirato) erano associati a una riduzione significativa della mortalità a 30 giorni (odds ratio 0,70).
  • I beta bloccanti non selettivi (che agiscono in modo più generale) non hanno mostrato un effetto significativo sulla mortalità (odds ratio 0,99).

Cosa significa questo per i pazienti in terapia intensiva

La presenza di una terapia con beta bloccanti selettivi già all'ingresso in terapia intensiva sembra essere legata a una migliore sopravvivenza nel breve periodo, indipendentemente dal motivo del ricovero, sia esso medico o chirurgico.

In conclusione

Questo studio suggerisce che i pazienti che assumono beta bloccanti selettivi prima di entrare in terapia intensiva hanno una probabilità più bassa di morire entro 30 giorni. Questo effetto è presente sia in caso di problemi medici sia chirurgici, indicando un possibile beneficio di questi farmaci nel supportare la sopravvivenza a breve termine.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Prof. Claudio Ferri

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