Che cosa è stato studiato
Lo studio ha coinvolto 3.746 pazienti molto malati, divisi in due gruppi. Un gruppo ha ricevuto un farmaco chiamato dalteparina (una eparina a basso peso molecolare, LMWH) una volta al giorno. L'altro gruppo ha ricevuto eparina non frazionata (UHF) due volte al giorno.
Risultati principali
Il risultato più importante era verificare quante persone sviluppavano trombosi venosa profonda prossimale (coaguli nelle vene grandi delle gambe). Questo è successo nel 5,1% dei pazienti trattati con dalteparina e nel 5,8% di quelli trattati con eparina non frazionata. La differenza non era significativa, cioè i due trattamenti erano simili per questo aspetto.
Altri risultati osservati
- Tutti i tipi di trombosi venosa profonda: 7,4% con dalteparina vs 8,6% con UHF (differenza non significativa)
- Embolia polmonare (coaguli nei polmoni): 1,3% con dalteparina vs 2,3% con UHF (questa differenza era significativa, cioè più bassa con dalteparina)
- Combinazione di tromboembolia venosa o morte: 28,3% vs 31,4% (differenza non significativa)
- Sanguinamenti importanti: 5,5% vs 5,6% (simili)
- Trombocitopenia indotta da eparina (riduzione delle piastrine dovuta al farmaco): 0,3% vs 0,6% (differenza non significativa)
- Mortalità: 22,1% vs 24,5% (differenza non significativa)
Interpretazione dei risultati
In generale, entrambi i farmaci sono risultati simili nel prevenire la trombosi venosa profonda nei pazienti critici. L'unica differenza significativa è stata una minore incidenza di embolia polmonare con la dalteparina, ma questo dato va interpretato con cautela perché gli altri risultati importanti non hanno mostrato differenze.
In conclusione
Per i pazienti molto malati, la prevenzione della trombosi con dalteparina o con eparina non frazionata sembra avere risultati simili in termini di efficacia e sicurezza. La scelta del trattamento può quindi considerare altri fattori oltre a questi risultati.