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Articolo per pazienti Pubblicato: 27/12/2023 Lettura: ~3 min

Il cuore ha un cervello: implicazioni cliniche e terapeutiche

Fonte
Francesco Gentile, Centro di ricerca interdisciplinare Health Science, Scuola Superiore Sant’Anna, Pisa

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Francesco Gentile Aggiornato il 01/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1302 Sezione: 83

Introduzione

Il sistema nervoso autonomo, che controlla molte funzioni involontarie del nostro corpo, ha un ruolo molto importante nel funzionamento del cuore. Quando questo controllo si altera, può contribuire a problemi cardiaci. Negli ultimi anni, sono state studiate nuove terapie che agiscono su questo sistema per migliorare la salute del cuore. Qui spieghiamo in modo semplice le scoperte e le possibilità future emerse durante un importante congresso di cardiologia.

Che cosa significa il sistema nervoso autonomo per il cuore

Il sistema nervoso autonomo regola le funzioni del cuore senza che ce ne accorgiamo. Esso è diviso in due parti principali: il sistema simpatico, che accelera il battito e prepara il corpo all'azione, e il sistema vagale, che rallenta il battito e favorisce il riposo. In condizioni di salute, questi due sistemi lavorano in equilibrio per mantenere il cuore efficiente.

Quando questo equilibrio si rompe

In alcune malattie cardiache, come lo scompenso cardiaco (quando il cuore non pompa bene) o le aritmie (battiti irregolari), questo equilibrio si altera. Spesso si osserva un aumento dell'attività del sistema simpatico e una riduzione di quella vagale, che può peggiorare la malattia e aumentare il rischio di problemi gravi.

Le nuove terapie basate sulla modulazione nervosa

Per cercare di migliorare la salute del cuore, sono state sviluppate terapie che agiscono direttamente sul sistema nervoso autonomo. Tra queste:

  • Stimolazione vagale invasiva (VNS): un dispositivo impiantato invia segnali al nervo vago per aumentare la sua attività. Anche se i primi studi hanno mostrato risultati promettenti, quelli più grandi non hanno ancora confermato benefici chiari.
  • Stimolazione vagale transcutanea: una tecnica meno invasiva che stimola il nervo vago attraverso la pelle, ad esempio nell'orecchio. È più semplice e sicura, ma serve ancora confermare la sua efficacia con nuovi studi.
  • Stimolazione del baroriflesso (BAT): questa terapia mira a migliorare la sensibilità di un sistema che aiuta a regolare la pressione sanguigna e il battito cardiaco. Ha mostrato miglioramenti nei sintomi e nella qualità della vita, ma richiede un impianto e quindi può essere invasiva.

Altre tecniche in fase di studio

  • Stimolazioni vagali di tipo farmacologico o a livello del midollo spinale.
  • Inibizione del sistema simpatico tramite ablazione o chirurgia, soprattutto per trattare aritmie difficili da controllare.

Il ruolo del sistema nervoso nelle aritmie ventricolari

Le aritmie ventricolari sono battiti irregolari che possono essere pericolosi. Il sistema nervoso autonomo influisce molto su queste condizioni. Per esempio, il blocco temporaneo di un ganglio nervoso chiamato ganglio stellato con un anestetico può ridurre le aritmie in situazioni di emergenza. Inoltre, la denervazione chirurgica (cioè l'interruzione di alcune vie nervose) può essere utile in casi molto difficili, anche se è una procedura riservata a pochi centri specializzati.

Bradiaritmie e sincope neuromediata

Alcune condizioni come le bradiaritmie (battito cardiaco troppo lento) e la sincope neuromediata (svenimenti causati da un'eccessiva attività vagale) possono essere trattate con tecniche di ablazione, cioè con l'eliminazione di alcune fibre nervose. Anche se questa terapia può ridurre gli episodi di svenimento, ci sono ancora dubbi importanti:

  • La possibilità che i nervi si rigenerino e la terapia debba essere ripetuta.
  • Il rischio che riducendo l'attività vagale si aumenti la probabilità di aritmie pericolose.

Per questo motivo, sono necessari ulteriori studi prima di usare queste tecniche in modo diffuso.

In conclusione

Il sistema nervoso autonomo ha un ruolo centrale nel funzionamento e nelle malattie del cuore. Nuove terapie che modulano questo sistema stanno emergendo come opzioni promettenti per trattare condizioni come lo scompenso cardiaco e le aritmie. Tuttavia, molte di queste tecniche sono ancora in fase di studio e richiedono ulteriori ricerche per valutarne efficacia e sicurezza. È importante continuare a seguire i progressi scientifici per offrire ai pazienti trattamenti sempre migliori e più sicuri.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Francesco Gentile

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