Che cosa è stato studiato
Un gruppo di medici ha osservato 191 persone con fibrillazione atriale persistente, una forma di questo problema che dura più a lungo. Tutti i pazienti hanno fatto una procedura chiamata ablazione circonferenziale, che mira a trattare l’atrio sinistro del cuore.
I risultati principali
- Il successo complessivo del trattamento è stato del 64% quando si considerano tutte le procedure fatte, mentre con una sola procedura il successo è stato del 32%.
- La dimensione dell’atrio sinistro è risultata il fattore più importante per prevedere se la fibrillazione atriale sarebbe tornata dopo il trattamento.
- In particolare, una dimensione più grande dell’atrio sinistro aumentava il rischio di recidiva.
- Altri fattori come la presenza di una malattia del muscolo cardiaco (cardiomiopatia ipertrofica) influenzavano anch’essi il rischio di ritorno della fibrillazione, soprattutto dopo più procedure.
Valori specifici e significato
Quando la dimensione dell’atrio sinistro era inferiore a 43 millimetri, il successo a lungo termine dell’ablazione era molto più probabile. In questi casi, la procedura aveva:
- una sensibilità del 92%, cioè era molto efficace nel riconoscere chi avrebbe avuto successo;
- una specificità del 52%, cioè indicava correttamente chi non avrebbe avuto successo in circa metà dei casi;
- un valore predittivo negativo del 93%, cioè se la dimensione era sotto questa misura, era molto probabile che la fibrillazione non sarebbe tornata.
In conclusione
La misura dell’atrio sinistro è un elemento chiave per capire le probabilità di successo dell’ablazione nella fibrillazione atriale persistente. Una dimensione più piccola di questa parte del cuore è associata a risultati migliori nel trattamento.