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Articolo per pazienti Pubblicato: 27/12/2023 Lettura: ~2 min

Effetti degli inibitori SGLT2 sulla funzione cardiaca nello scompenso

Fonte
Pastore MC, et al. SIC Congress 2023.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Francesco Gentile Aggiornato il 01/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1301 Sezione: 83

Introduzione

Gli inibitori SGLT2 sono farmaci che hanno mostrato benefici importanti per chi soffre di scompenso cardiaco, anche senza diabete. Questo testo spiega in modo semplice come uno di questi farmaci, il dapagliflozin, può migliorare la funzione del cuore valutata con tecniche ecografiche avanzate.

Che cosa sono gli inibitori SGLT2 e lo scompenso cardiaco

Gli inibitori del co-trasportatore sodio-glucosio di tipo 2 (SGLT2i) sono farmaci usati per trattare alcune condizioni, in particolare il diabete, ma anche lo scompenso cardiaco, una malattia in cui il cuore fatica a pompare il sangue in modo efficace.

Lo studio sul dapagliflozin e la funzione cardiaca

Questo studio ha valutato l'effetto del dapagliflozin, un farmaco SGLT2i, in pazienti con scompenso cardiaco che non hanno il diabete. I pazienti avevano due tipi di scompenso:

  • HFrEF: frazione d’eiezione ridotta, cioè il cuore pompa meno sangue del normale.
  • HFmrEF: frazione d’eiezione lievemente ridotta, con una leggera diminuzione della funzione cardiaca.

I pazienti sono stati divisi in due gruppi: uno ha ricevuto la terapia standard più dapagliflozin, l'altro solo la terapia standard.

Come è stata valutata la funzione del cuore

Per misurare la funzione cardiaca è stata usata una tecnica ecografica chiamata speckle tracking echocardiography (STE), che permette di analizzare in modo dettagliato il movimento del cuore.

Gli aspetti valutati sono stati:

  • Global Longitudinal Strain (GLS): misura la capacità del ventricolo sinistro di contrarsi lungo la sua lunghezza.
  • Peak Atrial Longitudinal Strain (PALS): valuta la funzione diastolica, cioè come il cuore si rilassa e si riempie di sangue.
  • La funzione del ventricolo destro.

Risultati dello studio

Dopo 6 mesi, il gruppo trattato con dapagliflozin ha mostrato un miglioramento significativo in tutti i parametri misurati con STE. Nel gruppo senza dapagliflozin, invece, i miglioramenti non sono stati significativi.

Questo significa che il dapagliflozin ha un effetto positivo sulla performance del cuore in pazienti con scompenso, anche se non hanno il diabete.

In conclusione

Lo studio ha dimostrato che il dapagliflozin può migliorare la funzione cardiaca in pazienti con scompenso a frazione d’eiezione ridotta o lievemente ridotta senza diabete. Questo è stato mostrato usando una tecnica ecografica molto sensibile che analizza il movimento del cuore in modo dettagliato.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Francesco Gentile

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