Che cosa è stato studiato
Un gruppo di ricercatori ha analizzato 601 pazienti con insufficienza cardiaca. A questi pazienti sono stati fatti due tipi di esami per valutare la vitalità del muscolo cardiaco:
- una scintigrafia miocardica perfusionale, che mostra come il sangue arriva al cuore;
- un ecocardiogramma con dobutamina, un esame che osserva la funzione del cuore sotto stimolazione.
Questi test aiutano a capire se il tessuto del cuore è ancora vivo e può migliorare la sua funzione se il flusso di sangue viene ripristinato. Il tessuto vitale può recuperare, mentre quello danneggiato in modo irreversibile no.
I risultati principali
Dopo quasi cinque anni di osservazione, i ricercatori non hanno trovato una relazione tra i risultati di questi esami e l'efficacia o la possibilità di fare l'intervento di bypass coronarico. In altre parole, sapere se il tessuto cardiaco è vitale non ha aiutato a capire chi avrebbe tratto beneficio dall'operazione.
Tuttavia, i test hanno fornito informazioni importanti sulla probabilità di sopravvivenza a lungo termine. I pazienti con tessuto cardiaco vitale avevano il 40% in meno di probabilità di morire durante il periodo di osservazione rispetto a chi aveva danni irreversibili.
Cosa significa per i pazienti
La valutazione della vitalità del cuore è utile per capire il rischio generale e la prognosi del paziente. Tuttavia, questa informazione da sola non è sufficiente per decidere chi dovrebbe sottoporsi a un intervento chirurgico di bypass coronarico.
In conclusione
Lo studio STICH mostra che, anche se gli esami per valutare la vitalità del muscolo cardiaco aiutano a prevedere la sopravvivenza, non sono utili per identificare quali pazienti con insufficienza cardiaca trarranno beneficio dall'intervento di bypass coronarico.