Che cosa è stato studiato
Un gruppo di ricercatori in Finlandia ha voluto capire se l’ablazione della fibrillazione atriale fosse sicura per pazienti che assumono terapia anticoagulante orale (TAO). Hanno coinvolto 193 pazienti che hanno fatto 228 procedure di ablazione.
Come è stata fatta la procedura
- La procedura è stata guidata da una mappatura speciale del cuore chiamata mappatura elettroanatomica.
- I pazienti erano divisi in due gruppi in base al livello di anticoagulante nel sangue, misurato con un esame chiamato INR: un gruppo con valori più bassi (<2) e uno con valori più alti (≥2).
- Tutti hanno ricevuto un farmaco chiamato eparina durante la procedura per prevenire coaguli.
- Non sono stati utilizzati esami invasivi come l’ecocardiografia intracardiaca né il controllo del tempo di coagulazione attivato (ACT).
Risultati principali
- Non ci sono state differenze significative tra i due gruppi per quanto riguarda le emorragie gravi, come sanguinamenti nel cervello o che richiedono interventi chirurgici.
- Anche le complicanze minori legate al sanguinamento erano simili tra i gruppi.
- Non sono stati osservati eventi di coaguli pericolosi durante i tre mesi successivi alla procedura.
In conclusione
Questo studio mostra che l’ablazione della fibrillazione atriale può essere eseguita in sicurezza anche in pazienti che assumono anticoagulanti orali, senza la necessità di controlli invasivi come l’ecocardiografia intracardiaca o il monitoraggio del tempo di coagulazione durante la procedura. I rischi di sanguinamento e di coaguli sono simili indipendentemente dal livello di anticoagulante nel sangue, purché la terapia sia ben gestita.