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Articolo per pazienti Pubblicato: 08/04/2011 Lettura: ~2 min

Il rischio di fibrillazione atriale non aumenta nelle donne in postmenopausa trattate con alendronato o risedronato

Fonte
Therapeutics and Clinical Risk Management 2011:7 131 - 144.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dottoressa Daniela Righi Aggiornato il 08/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo presenta i risultati di uno studio importante che ha valutato se l'uso di alcuni farmaci per l'osteoporosi, chiamati bisfosfonati, aumenti il rischio di un problema al cuore chiamato fibrillazione atriale nelle donne dopo la menopausa. I risultati mostrano che non c'è un aumento significativo di questo rischio, fornendo informazioni rassicuranti per chi utilizza questi trattamenti.

Che cosa è stato studiato

Un gruppo di ricercatori guidato dal dottor Michael Pazianas ha voluto capire se prendere per bocca due tipi di bisfosfonati, l'alendronato e il risedronato, potesse aumentare la probabilità di sviluppare la fibrillazione atriale, un disturbo del ritmo cardiaco.

Come è stato condotto lo studio

Lo studio ha analizzato dati raccolti in passato da tre grandi archivi di informazioni mediche, due negli Stati Uniti e uno nel Regno Unito. Sono state considerate le informazioni di 144.548 donne tra i 50 e gli 89 anni che avevano usato bisfosfonati tra il 2002 e il 2005.

Questi dati sono stati confrontati con quelli di 668.891 donne simili per età e sesso che non avevano usato questi farmaci. L'obiettivo era vedere quante donne in entrambi i gruppi avevano avuto episodi di fibrillazione atriale in un periodo di 3 anni.

I risultati principali

Durante il periodo di osservazione, sono stati registrati diversi casi di fibrillazione atriale tra le donne che assumevano bisfosfonati:

  • 8.001 casi nel primo database (Marketscan)
  • 1.984 casi nel secondo (Ingenix)
  • 817 casi nel terzo (THIN)

I ricercatori hanno calcolato il rischio relativo di avere fibrillazione atriale per chi prendeva questi farmaci rispetto a chi non li prendeva. I risultati indicano che il rischio non era aumentato in modo significativo:

  • 0,92 (con un intervallo di confidenza da 0,85 a 0,99) nel primo database
  • 1,00 (intervallo da 0,87 a 1,16) nel secondo
  • 0,97 (intervallo da 0,79 a 1,20) nel terzo

Un rischio relativo intorno a 1 significa che non c'è differenza nel rischio tra chi usa bisfosfonati e chi no.

In conclusione

Questo studio ha mostrato che nelle donne in postmenopausa l'uso di alendronato o risedronato non comporta un aumento significativo del rischio di fibrillazione atriale. Questi risultati aiutano a rassicurare chi utilizza questi farmaci per la prevenzione o il trattamento dell'osteoporosi.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Daniela Righi

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