Che cosa è stato studiato
Un gruppo di ricercatori guidato dal dottor Michael Pazianas ha voluto capire se prendere per bocca due tipi di bisfosfonati, l'alendronato e il risedronato, potesse aumentare la probabilità di sviluppare la fibrillazione atriale, un disturbo del ritmo cardiaco.
Come è stato condotto lo studio
Lo studio ha analizzato dati raccolti in passato da tre grandi archivi di informazioni mediche, due negli Stati Uniti e uno nel Regno Unito. Sono state considerate le informazioni di 144.548 donne tra i 50 e gli 89 anni che avevano usato bisfosfonati tra il 2002 e il 2005.
Questi dati sono stati confrontati con quelli di 668.891 donne simili per età e sesso che non avevano usato questi farmaci. L'obiettivo era vedere quante donne in entrambi i gruppi avevano avuto episodi di fibrillazione atriale in un periodo di 3 anni.
I risultati principali
Durante il periodo di osservazione, sono stati registrati diversi casi di fibrillazione atriale tra le donne che assumevano bisfosfonati:
- 8.001 casi nel primo database (Marketscan)
- 1.984 casi nel secondo (Ingenix)
- 817 casi nel terzo (THIN)
I ricercatori hanno calcolato il rischio relativo di avere fibrillazione atriale per chi prendeva questi farmaci rispetto a chi non li prendeva. I risultati indicano che il rischio non era aumentato in modo significativo:
- 0,92 (con un intervallo di confidenza da 0,85 a 0,99) nel primo database
- 1,00 (intervallo da 0,87 a 1,16) nel secondo
- 0,97 (intervallo da 0,79 a 1,20) nel terzo
Un rischio relativo intorno a 1 significa che non c'è differenza nel rischio tra chi usa bisfosfonati e chi no.
In conclusione
Questo studio ha mostrato che nelle donne in postmenopausa l'uso di alendronato o risedronato non comporta un aumento significativo del rischio di fibrillazione atriale. Questi risultati aiutano a rassicurare chi utilizza questi farmaci per la prevenzione o il trattamento dell'osteoporosi.