Che cosa è stato studiato
Un gruppo di ricercatori ha analizzato 2.262 pazienti con infarto STEMI che hanno ricevuto una angioplastica coronarica primaria (PCI) presso un ospedale specializzato tra il 2003 e il 2008. I pazienti sono stati divisi in quattro gruppi di età:
- meno di 65 anni
- tra 65 e 74 anni
- tra 75 e 84 anni
- 85 anni o più
Tempi e trattamento
Il tempo necessario per iniziare la terapia di riperfusione, cioè per riaprire l’arteria bloccata, è risultato simile in tutti i gruppi di età, variando da 94 a 106 minuti. Anche i farmaci somministrati all’arrivo in ospedale, come quelli per prevenire la formazione di coaguli, erano simili tra i gruppi. Solo lievi differenze sono state osservate nel trattamento standard dopo l’infarto al momento della dimissione.
Risultati e mortalità
Anche se la procedura è risultata efficace in tutte le età, l’età stessa è stata identificata come un fattore che aumenta il rischio di mortalità sia durante il ricovero che entro un anno dall’infarto. I tassi di mortalità a un anno sono cresciuti con l’età:
- 3,4% nei pazienti sotto i 65 anni
- 9,2% tra 65 e 74 anni
- 15,2% tra 75 e 84 anni
- 28,9% negli over 85 anni
Che cosa significa
Questi dati mostrano che la terapia riperfusiva con PCI primaria è efficace anche negli anziani. Tuttavia, le persone più anziane hanno un rischio più alto di mortalità, probabilmente per la presenza di altre malattie o condizioni legate all’età.
In conclusione
La procedura di angioplastica primaria per l’infarto STEMI funziona bene sia nei giovani che negli anziani. Il tempo di trattamento e i farmaci usati sono simili in tutte le età. Tuttavia, l’età avanzata è associata a un aumento del rischio di morte entro un anno dall’infarto. Questo sottolinea l’importanza di un attento monitoraggio e cura nei pazienti più anziani.