CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 26/04/2011 Lettura: ~2 min

Chemioterapici e rischio per il cuore: come prevedere la cardiotossicità

Fonte
American Journal of Cardiology, volume 107, numero 9, pagine 1375-1380.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dottoressa Annachiara Aldrovandi Aggiornato il 07/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Alcuni farmaci usati per curare il tumore al seno possono influenzare la salute del cuore. Capire in anticipo chi potrebbe avere questo problema è importante per proteggere il cuore durante la cura. Qui spieghiamo uno studio che ha cercato di trovare segnali utili per prevedere questo rischio.

Che cosa significa cardiotossicità da chemioterapici

La cardiotossicità è un danno al cuore causato da alcuni farmaci usati nella chemioterapia, come le antracicline e il trastuzumab. Questi farmaci sono spesso impiegati per trattare il carcinoma mammario, cioè il tumore al seno.

Perché è importante prevedere la cardiotossicità

Con l’aumento delle possibilità di sopravvivenza delle persone con tumore al seno, è fondamentale anche proteggere il cuore dagli effetti collaterali dei farmaci. Prevedere chi rischia di più aiuta a scegliere terapie più sicure.

Come è stato condotto lo studio

Lo studio ha coinvolto 43 pazienti con tumore al seno trattati con antracicline e trastuzumab. Sono stati eseguiti esami del cuore con ecocardiogramma (un’ecografia del cuore) prima della cura, dopo 3 mesi e dopo 6 mesi.

Gli esami hanno misurato diversi parametri, tra cui:

  • La frazione di eiezione (FE), che indica quanto bene il cuore pompa il sangue.
  • Lo strain longitudinale, che valuta il movimento delle fibre muscolari del cuore.
  • Altri indici ecografici che misurano la funzione diastolica, cioè come il cuore si rilassa tra un battito e l’altro.

Inoltre, sono stati analizzati nel sangue due marcatori importanti:

  • N-terminal pro-BNP, che aumenta se il cuore è sotto stress.
  • Troponina I ad alta sensibilità, un indicatore di danno alle cellule del cuore.

I risultati principali

Dei 43 pazienti, 9 hanno sviluppato cardiotossicità, cioè un danno al cuore causato dai farmaci. Questo è stato osservato in 1 paziente dopo 3 mesi e in 8 pazienti dopo 6 mesi di trattamento.

Lo studio ha trovato che i due segnali più importanti per prevedere il rischio erano:

  • Una riduzione dello strain longitudinale a 3 mesi.
  • La presenza di troponina I ad alta sensibilità nel sangue a 3 mesi.

Questi due parametri sono risultati i migliori indicatori per capire chi potrebbe sviluppare problemi al cuore.

Cosa suggeriscono gli autori

Gli autori dello studio propongono di usare questi esami aggiuntivi per identificare i pazienti a rischio. In questo modo, si potrebbe valutare l’uso di terapie alternative meno dannose per il cuore.

In conclusione

Alcuni farmaci per il tumore al seno possono danneggiare il cuore. Misurare precocemente parametri come lo strain longitudinale e la troponina I ad alta sensibilità può aiutare a prevedere questo rischio. Questo permette di proteggere meglio la salute del cuore durante la cura.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Annachiara Aldrovandi

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA