Che cos'è l'infarto miocardico perioperatorio?
L'infarto miocardico perioperatorio è un danno al cuore che si verifica intorno al periodo di un intervento chirurgico. Può essere identificato attraverso alcuni esami specifici, anche se il paziente non avverte sintomi.
Come è stato studiato?
Uno studio ha coinvolto 8.351 pazienti in 190 centri diversi. A tutti questi pazienti sono stati misurati quattro volte, entro tre giorni dall'intervento, alcuni marker nel sangue che indicano danni al cuore.
Come si riconosce?
Per definire un infarto perioperatorio si considerano diversi elementi:
- Segni di infarto trovati durante l'autopsia (in caso di decesso)
- Aumento degli enzimi cardiaci nel sangue, che indicano un danno al muscolo del cuore
- Almeno uno dei seguenti:
- Sintomi di problemi al cuore, come dolore o difficoltà respiratorie
- Modifiche particolari nel tracciato dell'elettrocardiogramma (ECG), come onde Q patologiche o segni di ischemia (mancanza di ossigeno al cuore)
- Necessità di interventi specifici sulle arterie coronarie
- Immagini mediche che mostrano un infarto
Quanto è frequente e quando si verifica?
- Il 5% dei pazienti (415 su 8.351) ha avuto un infarto perioperatorio entro 30 giorni dall'intervento.
- La maggior parte degli infarti (74,1%) si è verificata entro 48 ore dall'intervento.
- Il 65,3% di questi pazienti non ha avuto alcun sintomo riconoscibile.
Qual è il rischio associato?
- La mortalità a 30 giorni è stata dell'11,6% nei pazienti con infarto perioperatorio.
- Nei pazienti senza infarto, la mortalità è stata molto più bassa, pari al 2,2%.
- Il rischio di morte era simile sia nei pazienti con sintomi che in quelli senza sintomi.
Perché è importante questo studio?
Questo studio mostra che molti infarti perioperatori non causano sintomi evidenti, ma sono comunque pericolosi. Per questo motivo, è utile controllare i marker cardiaci nel sangue dopo l'intervento, anche se il paziente non presenta disturbi specifici.
In conclusione
L'infarto miocardico perioperatorio è un evento relativamente frequente e spesso silenzioso, che può aumentare il rischio di morte dopo un intervento chirurgico. Monitorare attentamente il cuore con esami specifici dopo l'operazione può aiutare a riconoscere questi infarti anche quando non ci sono sintomi, migliorando così la gestione del paziente.