CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 26/04/2011 Lettura: ~2 min

Trombosi all'interno dello stent dopo angioplastica primaria

Fonte
Circulation, pubblicato online l'11 aprile 2011.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dottoressa Annachiara Aldrovandi Aggiornato il 07/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega in modo semplice cosa significa avere una trombosi all'interno dello stent dopo un intervento chiamato angioplastica primaria, usato per trattare un infarto al cuore. È importante capire come spesso può succedere e quali fattori possono influenzarla.

Che cos'è la trombosi intrastent?

La trombosi intrastent è la formazione di un coagulo di sangue all'interno di uno stent, un piccolo tubicino metallico o medicato che viene inserito nelle arterie del cuore per mantenerle aperte dopo un infarto.

Cosa ha studiato la ricerca?

Uno studio chiamato HORIZON-AMI ha analizzato 3.602 pazienti che hanno subito un infarto e sono stati trattati con angioplastica primaria, cioè l'inserimento di uno stent per riaprire l'arteria bloccata.

Di questi pazienti:

  • 3.202 hanno ricevuto almeno uno stent.
  • 2.261 hanno avuto uno stent medicato, cioè rivestito con medicine per prevenire la chiusura.
  • 861 hanno ricevuto uno stent metallico semplice.

Quanto è comune la trombosi intrastent?

Dopo due anni di controllo, si è visto che:

  • 137 pazienti (4,4%) hanno avuto una trombosi all'interno dello stent.
  • 28 casi sono avvenuti subito dopo l'intervento (fase acuta, 0,9%).
  • 49 casi si sono verificati entro qualche giorno (fase subacuta, 1,6%).
  • 32 casi sono comparsi dopo più tempo (fase tardiva, 1,0%).
  • 33 casi molto tempo dopo (fase molto tardiva, 1,1%).

Stent medicato o metallico: c'è differenza?

La frequenza di trombosi è stata simile nei pazienti con stent medicato e in quelli con stent metallico, entrambi al 4,4%. Questo significa che il tipo di stent non ha influenzato la probabilità di avere questa complicazione.

Trattamenti durante l'intervento e rischio di trombosi

I pazienti hanno ricevuto diversi farmaci per prevenire la formazione di coaguli:

  • Bivalirudina
  • Eparina e inibitori della GP IIb/IIIa, altri tipi di farmaci anticoagulanti.

La trombosi acuta (subito dopo l'intervento) è stata più frequente nei pazienti trattati con bivalirudina (1,4%) rispetto a quelli con eparina (0,3%).

Invece, la trombosi che si è verificata dopo le prime 24 ore è stata più comune nel gruppo con eparina (4,4%) rispetto a quello con bivalirudina (2,8%).

Altri fattori che riducono il rischio

L'uso di eparina e una dose iniziale alta di un farmaco chiamato clopidogrel prima dell'intervento sono stati associati a un rischio più basso di trombosi acuta e subacuta.

In conclusione

La trombosi all'interno dello stent dopo un infarto trattato con angioplastica primaria è un evento raro, che si verifica in circa 4 persone su 100 entro due anni. Il tipo di stent usato non sembra influenzare questo rischio. Anche i farmaci usati durante l'intervento possono modificare la probabilità di trombosi, con alcuni che riducono il rischio in momenti diversi dopo l'intervento.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Annachiara Aldrovandi

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA