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Articolo per pazienti Pubblicato: 26/04/2011 Lettura: ~3 min

I dati italiani sulla sostituzione percutanea della valvola aortica (TAVI)

Fonte
Studio multicentrico italiano pubblicato su Circulation, febbraio 2011, sul registro delle protesi valvolari aortiche percutanee CoreValve.

Aggiornato il 07/02/2026

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Introduzione

La sostituzione percutanea della valvola aortica, nota come TAVI, è una procedura sempre più utilizzata per trattare pazienti con problemi alla valvola aortica, soprattutto se a rischio elevato per un intervento chirurgico tradizionale. In Italia, uno studio su un ampio gruppo di pazienti ha analizzato i risultati di questa tecnica, fornendo informazioni importanti sulla sicurezza e sull'efficacia a breve e medio termine.

Che cos'è la TAVI

TAVI significa "Transcatheter Aortic Valve Replacement", ovvero la sostituzione della valvola aortica attraverso un catetere, senza dover aprire il torace. Questa tecnica è particolarmente utile per pazienti anziani o con condizioni che rendono rischioso un intervento chirurgico tradizionale.

Lo studio italiano multicentrico

Uno studio condotto in 14 centri italiani ha raccolto dati su 663 pazienti ad alto rischio chirurgico, trattati con una valvola autoespandibile di terza generazione chiamata CoreValve. Questo studio ha valutato sia i risultati immediati della procedura che la sopravvivenza e le complicazioni fino a un anno dopo l'intervento.

Risultati della procedura

  • Il successo dell'impianto è stato molto alto, con il 98% delle valvole posizionate correttamente e senza gravi problemi durante l'intervento.
  • La mortalità durante la procedura è stata molto bassa (0,9%).
  • Complicazioni gravi cardiovascolari o cerebrovascolari si sono verificate nel 2,1% dei casi.
  • Alcune valvole si sono spostate e sono state corrette con ulteriori interventi.
  • In circa il 10% dei casi è stato necessario un ulteriore allargamento della valvola con un pallone.
  • Complicazioni ai vasi sanguigni di accesso si sono verificate nel 2% dei pazienti.
  • Disturbi del ritmo cardiaco che hanno richiesto l'impianto di un pacemaker definitivo si sono verificati in circa il 17% dei pazienti entro un mese.

Mortalità e complicazioni a breve e medio termine

  • Durante il primo anno, il 17,2% dei pazienti è deceduto, con la maggior parte dei decessi concentrati nei primi 30 giorni dopo la procedura.
  • La mortalità a 30 giorni è stata del 5,4%, mentre a un anno è salita al 15%.
  • Le cause di morte sono state influenzate sia dalle complicazioni della procedura che dalle condizioni di salute di base dei pazienti.
  • Eventi avversi cardiovascolari e cerebrovascolari maggiori sono aumentati dal 6,4% a 30 giorni al 16,6% a un anno.

Fattori che influenzano la sopravvivenza

Lo studio ha identificato alcuni fattori che aumentano il rischio di morte, tra cui:

  • Durante la procedura: ictus, rigurgito mitralico grave (perdita di sangue dalla valvola mitrale), ipertensione polmonare elevata e diabete.
  • Nei primi 30 giorni: necessità di passare a un intervento chirurgico tradizionale, tamponamento cardiaco (accumulo di liquido intorno al cuore), complicazioni ai vasi di accesso, funzione cardiaca ridotta, precedenti interventi sulla valvola aortica e diabete.
  • Nel lungo termine: precedenti ictus, episodi di edema polmonare (accumulo di liquido nei polmoni), insufficienza renale cronica e perdite di sangue intorno alla valvola (leak paravalvolari) di grado moderato o superiore.

Miglioramenti dopo la procedura

La maggior parte dei pazienti che hanno avuto successo con la procedura ha mostrato un miglioramento significativo dei sintomi legati all'insufficienza cardiaca, classificandosi nelle classi funzionali più leggere (NYHA I o II) a un anno dall'intervento. Inoltre, la funzione della valvola sostituita è rimasta stabile nel tempo, con solo lievi perdite di sangue in alcuni casi.

In conclusione

La TAVI con valvola autoespandibile CoreValve in Italia ha dimostrato un alto tasso di successo e una buona sicurezza anche in pazienti ad alto rischio. La mortalità e le complicazioni sono principalmente legate alle condizioni di salute di base e alle difficoltà della procedura. Tuttavia, la maggior parte dei pazienti migliora significativamente nei sintomi e mantiene una buona funzionalità della valvola a un anno dall'intervento.

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