Che cosa ha studiato la meta-analisi
Questa nuova meta-analisi ha considerato oltre 90.000 persone coinvolte in studi sull'uso dell'aspirina per la prevenzione primaria, cioè per evitare il primo evento cardiovascolare, come infarto o ictus.
Rispetto a studi precedenti, sono stati aggiunti tre nuovi studi importanti: AAA, POPADAD e JPAD, che hanno coinvolto persone con diversi fattori di rischio, come il diabete.
I risultati principali
- L'aspirina ha ridotto del 14% il numero totale di eventi cardiovascolari.
- Ha diminuito del 19% gli infarti non fatali, cioè quelli che non causano la morte.
- Non è stata osservata una riduzione significativa della mortalità totale o degli ictus.
Dettagli sugli effetti misurati
- Infarto non fatale: riduzione significativa.
- Eventi cardiovascolari totali: riduzione significativa.
- Ictus: nessuna riduzione significativa.
- Mortalità cardiovascolare e totale: nessuna riduzione significativa.
Rischio di sanguinamento
Un aspetto importante è il rischio di sanguinamento, soprattutto nello stomaco o nell'intestino.
Secondo gli studi precedenti, le persone che più potrebbero beneficiare dell'aspirina sono anche quelle con maggior rischio di sanguinamento.
In questa nuova analisi non è stato trovato un aumento significativo del sanguinamento gastrointestinale, ma si consiglia comunque di evitare l'aspirina in chi ha già problemi o rischi elevati di sanguinamento.
Il rischio di sanguinamento con l'aspirina varia tra lo 0,3% e il 4,5%.
In conclusione
L'aspirina in prevenzione primaria può ridurre il rischio di alcuni eventi cardiaci, come l'infarto non fatale, ma non mostra un beneficio chiaro sulla mortalità o sull'ictus. È importante considerare anche il rischio di sanguinamento, che può essere significativo in alcune persone. Per questo, l'uso dell'aspirina deve essere valutato con attenzione.