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Articolo per pazienti Pubblicato: 03/05/2011 Lettura: ~2 min

Aspirina in prevenzione primaria: nuova metanalisi

Fonte
Am J Cardiol on line 2011 DOI:10.1016/j.amjcard.2011.02.325.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dottoressa Giusy Santese Aggiornato il 07/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Una nuova analisi che riunisce i dati di molti studi ha valutato l'effetto dell'aspirina per prevenire problemi cardiaci in persone che non hanno mai avuto eventi cardiovascolari. Questo studio aiuta a capire meglio i benefici e i rischi dell'uso dell'aspirina in queste situazioni.

Che cosa ha studiato la meta-analisi

Questa nuova meta-analisi ha considerato oltre 90.000 persone coinvolte in studi sull'uso dell'aspirina per la prevenzione primaria, cioè per evitare il primo evento cardiovascolare, come infarto o ictus.

Rispetto a studi precedenti, sono stati aggiunti tre nuovi studi importanti: AAA, POPADAD e JPAD, che hanno coinvolto persone con diversi fattori di rischio, come il diabete.

I risultati principali

  • L'aspirina ha ridotto del 14% il numero totale di eventi cardiovascolari.
  • Ha diminuito del 19% gli infarti non fatali, cioè quelli che non causano la morte.
  • Non è stata osservata una riduzione significativa della mortalità totale o degli ictus.

Dettagli sugli effetti misurati

  • Infarto non fatale: riduzione significativa.
  • Eventi cardiovascolari totali: riduzione significativa.
  • Ictus: nessuna riduzione significativa.
  • Mortalità cardiovascolare e totale: nessuna riduzione significativa.

Rischio di sanguinamento

Un aspetto importante è il rischio di sanguinamento, soprattutto nello stomaco o nell'intestino.

Secondo gli studi precedenti, le persone che più potrebbero beneficiare dell'aspirina sono anche quelle con maggior rischio di sanguinamento.

In questa nuova analisi non è stato trovato un aumento significativo del sanguinamento gastrointestinale, ma si consiglia comunque di evitare l'aspirina in chi ha già problemi o rischi elevati di sanguinamento.

Il rischio di sanguinamento con l'aspirina varia tra lo 0,3% e il 4,5%.

In conclusione

L'aspirina in prevenzione primaria può ridurre il rischio di alcuni eventi cardiaci, come l'infarto non fatale, ma non mostra un beneficio chiaro sulla mortalità o sull'ictus. È importante considerare anche il rischio di sanguinamento, che può essere significativo in alcune persone. Per questo, l'uso dell'aspirina deve essere valutato con attenzione.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Giusy Santese

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