Che cosa è stato studiato
Lo studio ha esaminato il legame tra obesità centrale e mortalità in pazienti con coronaropatia, cioè persone con malattie delle arterie del cuore.
L'obesità centrale si misura con:
- la circonferenza della vita (WC),
- il rapporto tra circonferenza vita e fianchi (WHR).
Questi indicatori mostrano quanto grasso è accumulato soprattutto nella parte centrale del corpo.
Cosa è stato osservato
Lo studio ha coinvolto 15.923 persone seguite per circa 2,3 anni. Durante questo periodo, sono stati registrati 5.696 decessi.
I risultati principali sono stati:
- Chi aveva obesità centrale aveva un rischio di morte aumentato del 70% rispetto a chi non la aveva.
- Al contrario, il BMI (indice di massa corporea, che misura il peso rispetto all'altezza) non mostrava un aumento del rischio, anzi era associato a un rischio minore.
- Anche chi aveva un BMI normale, ma con obesità centrale, mostrava un rischio di morte aumentato.
Cosa significa tutto questo
Questi dati indicano che l'accumulo di grasso intorno alla vita è un fattore importante per la salute del cuore e per la sopravvivenza, più del semplice peso corporeo totale misurato con il BMI.
Quindi, per valutare il rischio in pazienti con malattie cardiache, è utile considerare la distribuzione del grasso corporeo, non solo il peso o l'indice di massa corporea.
In conclusione
L'obesità centrale è collegata a un aumento significativo del rischio di morte in persone con coronaropatia. Questo rischio non è evidenziato dal solo BMI. Perciò, misurare la circonferenza della vita può essere più utile per capire il rischio di mortalità in questi pazienti.