La popolazione anziana in crescita
Oggi in Italia gli anziani sopra i 64 anni rappresentano un terzo della popolazione. Si prevede che nel 2050 la percentuale di persone sopra i 65 anni raddoppierà nei paesi sviluppati. Le donne vivono più a lungo degli uomini, con differenze regionali come nelle Marche (dove si vive di più) e in Campania (dove si vive meno).
La popolazione anziana si divide in chi invecchia normalmente, mantenendo una buona qualità di vita fino a quasi 90 anni, e chi ha un invecchiamento accelerato a causa di malattie o difficoltà fisiche e mentali. Le malattie più comuni negli anziani sono:
- ipertensione (pressione alta) nel 64% dei casi,
- osteoartrosi (dolori articolari) nel 60,9%,
- diabete e broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) intorno al 20,9%.
Gli anziani consumano circa il 35% di tutti i farmaci, ma sono anche più esposti agli effetti collaterali, soprattutto a problemi di stomaco e intestino, spesso legati all'uso di farmaci per il cuore e per il dolore.
L’uso dei farmaci negli anziani
Tra le persone sopra i 75 anni, l’87% prende almeno un farmaco per il cuore, il 62% prende medicine per prevenire i coaguli (antitrombotici), il 28,3% assume farmaci per il colesterolo alto (antidislipidemici) e il 90,1% antipertensivi (per la pressione alta).
Curiosamente, fino agli 80 anni il consumo di farmaci aumenta, ma dopo questa età diminuisce, probabilmente perché le persone più fragili muoiono prima, lasciando una popolazione più sana e meno bisognosa di cure.
Le medicine più usate sono i sartani e le statine (farmaci per il cuore e il colesterolo), seguiti da ACE-inibitori, calcio-antagonisti e antiaggreganti piastrinici.
Le donne e la salute cardiovascolare
Nonostante le donne abbiano meno malattie cardiovascolari rispetto agli uomini, usano più farmaci. Questo è difficile da spiegare, anche se con l’età le donne aumentano i fattori di rischio per il cuore.
Le donne hanno meno ricoveri per malattie del cuore, ma sono spesso escluse dai grandi studi clinici, quindi non si sa se le stesse cure funzionano allo stesso modo anche per loro. Ad esempio, non è chiaro se i livelli di colesterolo o di pressione da raggiungere siano uguali per uomini e donne.
Inoltre, le donne hanno più spesso malattie autoimmuni, che possono aumentare il rischio di problemi cardiaci. L’uso di farmaci come i FANS (antinfiammatori) può aumentare questo rischio.
In alcune regioni, come la Campania, le donne con malattie cardiache sono più spesso ricoverate ma usano meno statine, un farmaco importante per la prevenzione.
I nuovi anticoagulanti
Ci sono nuovi farmaci anticoagulanti, come dabigatran e rivaroxaban, che non richiedono controlli frequenti del sangue come i farmaci tradizionali. Questi farmaci possono essere utili per chi ha difficoltà a seguire le terapie abituali.
Tuttavia, la mancanza di controlli può far sentire i pazienti meno protetti e aumentare il rischio di effetti collaterali. Per questo, è importante che chi prescrive questi farmaci organizzi un controllo regolare, che può essere fatto dal medico di famiglia, dallo specialista o da centri dedicati.
Non tutti i pazienti sono adatti a questi nuovi farmaci: ad esempio, chi ha avuto infarti o problemi cardiaci gravi deve fare attenzione. I pazienti ideali sono quelli con difficoltà a mantenere stabile la terapia tradizionale o con alto rischio di sanguinamento.
Si sta inoltre creando un registro per seguire questi pazienti e migliorare la sicurezza e l’efficacia dei trattamenti.
In conclusione
La popolazione anziana e le donne presentano caratteristiche particolari nell’uso dei farmaci per il cuore e la prevenzione dei coaguli. È importante considerare queste differenze per migliorare la cura e la prevenzione.
I nuovi anticoagulanti offrono vantaggi, ma richiedono un attento monitoraggio per garantire la sicurezza. La ricerca continua per capire meglio come adattare le terapie alle diverse persone, soprattutto alle donne e agli anziani.